“Vogliamo essere parte del cambiamento”: migliaia di persone chiedono giustizia razziale



“È proprio nel periodo dei ‘buoni contro i cattivi’”, dice Ben Peisch. “Cercare di spiegargli che a volte le persone vengono trattate male anche se non hanno fatto niente di sbagliato, è difficile, ma ci stiamo provando”. Ma i Peisch hanno portato i loro figli a molti altri cortei e veglie dalla morte di Floyd, e intendono continuare a farlo.

“Abbiamo entrambi un background in merito nella nostra istruzione, e vogliamo far conoscere ai nostri figli le questioni pubbliche come quella della giustizia sociale”, dice Ben Peisch. Vogliamo trasmettergli il valore della giustizia e di appoggio delle giuste cause, in modo che entri a far parte del loro DNA”.

Ma per molti altri americani bianchi di una certa età, la loro presenza è stata il primo passo del riconoscere pubblicamente la gravità della crisi razziale negli Stati Uniti e un gesto di supporto.

Trina Wolf, seduta sul marciapiede davanti alla St. John’s Church vicino alla Casa Bianca, portava un cartello con la scritta “I Will Never Understand, But I Stand” (Non potrò mai capire, ma sono con te, NdT). Wolf ha portato anche delle mascherine fatte a mano che ha iniziato a produrre all’inizio della pandemia di COVID-19, che ha donato ai manifestanti.

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