Venezuela, il leader dell’opposizione si autoproclama presidente | Trump lo riconosce, Maduro denuncia il golpe







Sostegno al presidente autoproclamato anche da Canada e molti altri Paesi. Dura la risposta del presidente in carica: “I diplomatici americani lascino il Paese entro 72 ore”. La Difesa: “I militari appoggiano Maduro”

In un nota, Trump ha spiegato: “Nel suo ruolo di unica branca legittima del governo debitamente eletto dal popolo venezuelano, l’Assemblea nazionale ha invocato la Costituzione del Paese per dichiarare illegittimo Nicolas Maduro. Il suo incarico, dunque, è vacante. Il popolo del Venezuela ha coraggiosamente detto la sua contro Maduro e il suo regime. Ha chiesto la libertà e uno Stato di diritto”. Il presidente ha quindi promesso che l’amministrazione statunitense continuerà a usare appieno il peso del potere economico e diplomatico degli Stati Uniti per “spingere per il ripristino della democrazia venezuelana”.

Maduro: “Siamo la maggioranza, ci difenderemo” – Di pronta risposta Nicolas Maduro ha interrotto le relazioni diplomatiche e commerciali “con il governo imperialista di Washington”. E ha aggiunto: “Ci difenderemo ad ogni costo. Siamo la maggioranza, siamo il popolo di Hugo Chavez. Siamo in questo palazzo per volontà popolare, solo la gente ci può portare via”. Poi, in un tweet, ha lanciato un appello affinché il popolo “agguerrito e combattente” rimanga in allerta, pronto alla mobilitazione per difendere la patria. Al fianco di Maduro si sono schierati la Bolivia e il Messico.

Guaidó alle ambasciate: “Restate a Caracas” – Guaidó ha chiesto alle missioni diplomatiche presenti a Caracas di restare nel Paese sudamericano. “In virtù dei poteri conferitimi dalla Costituzione, comunico a tutti i capi delle missioni diplomatiche e al loro personale accreditato in Venezuela che lo stato venezuelano desidera fortemente mantenere la loro presenza diplomatica nel nostro paese”, ha detto. Un invito accolto dal segretario di Stato Usa, Mike Pompeo: “Gli Stati Uniti – ha detto – non ritireranno i propri diplomatici da Caracas, come chiesto da Maduro, perché non lo riconoscono come legittimo presidente e quindi non considerano che abbia l’autorità legale per rompere le relazioni diplomatiche con gli Usa”.

Il ministro della Difesa: “I militari appoggiano Maduro” – Il ministro della Difesa venezuelano, generale Vladimir Padrino Lopez, ha dichiarato in un tweet che le Forze Armate del suo paese “non accettano un presidente imposto da oscuri interessi o che si è autoproclamato a margine della legge”, confermando così l’appoggio a Nicolas Maduro.

Tusk: “L’Ue sia unita in sostegno della democrazia” – “Spero che tutta l’Europa si unisca nel sostegno alle forze democratiche in Venezuela. A differenza di Maduro, l’Assemblea parlamentare, incluso Guaidó, ha un mandato democratico dai cittadini venezuelani”, ha affermato il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk.



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