Trump dichiara l’emergenza nazionale: “Il muro con il Messico serve” | California e Stato di New York fanno causa


Parlando dalla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato l’emergenza nazionale per poter procedere con la costruzione del muro al confine col Messico. “Non è solo una questione di promesse elettorali, c’è una vera e propria crisi della sicurezza”, ha detto riferendosi al tema dell’immigrazione. “Dire che il muro non funziona è una bugia. E’ necessario per fermare crimini, droga e invasione”, ha attaccato Trump.

La California e lo Stato di New York si preparano dunque ad avviare un’azione legale contro l’amministrazione Trump. Il governatore democratico della California, Gavin Newsom, ha annunciato in una conferenza stampa che il suo Stato farà causa per quella che viene definita una mossa “folle” del presidente, mentre il ministro della giustizia dello Stato di New York Letitia James ha parlato di “abuso di potere”.

Usa, ecco il muro che Trump vuole costruire

Secondo alcune anticipazioni, Trump userà 8 miliardi per la costruzione del muro, fondi previsti per altri scopi che saranno presi dai dipartimenti del Tesoro e della Difesa, a parte gli 1,375 miliardi previsti per le nuove barriere dalla legge di spesa concordata da repubblicani e democratici in Congresso per evitare lo shutdown, legge che Trump ha deciso di firmare.

Il presidente Usa aveva chiesto 5,7 miliardi di dollari per costruire il muro al confine col Messico. Ora se ne ritroverà a disposizione otto, aggiungendo ai soldi stanziati nella legge di bilancio, 1,375 miliardi di dollari messi a disposizione dal Dipartimento per la sicurezza nazionale, un mare di risorse sottratte ad altri fondi e programmi federali. Risorse per ottenere le quali il presidente dovrà probabilmente varare dei decreti. Ben 600 milioni di dollari arriveranno quindi dal fondo del Tesoro dove vanno a finire le risorse derivanti dalla confisca di enormi quantitativi di stupefacenti. Altri 2,5 miliardi di dollari saranno presi invece dal programma di lotta al traffico di droga del Pentagono, e i 3,5 miliardi di dollari mancanti sempre dal bilancio del Dipartimento della difesa destinato alle costruzioni militari.

Immediata la replica dello Stato di New York, che ha annunciato ricorso contro l’uso della procedura di emergenza nazionale. L’attorney general dello Stato, Letitia James, dice. “Dichiarare un’emergenza nazionale senza una causa legittima potrebbe creare una crisi costituzionale”, spiega la procuratrice generale, aggiungendo che “non consentiremo questo abuso di potere e risponderemo con ogni mezzo legale a nostra disposizione”.

Trump firma legge di spesa, evitato un altro shutdown – Il governo americano non subirà la sua seconda paralisi del 2019. Il presidente americano ha infatti firmato la legge di spesa approvata ieri al Congresso che permette di continuare a finanziare la pubblica amministrazione evitando il cosiddetto shutdown. L’ultimo, da record, era iniziato il 22 dicembre scorso ed è terminato il 25 gennaio successivo. Oltre 800mila dipendenti federali continueranno dunque a lavorare regolarmente invece che essere costretti a stare a casa senza retribuzione o a lavorare ma senza compensi perché le loro mansioni sono considerate essenziali. La firma è arrivata dopo quella che Trump ha messo sulla dichiarazione di emergenza nazionale per costruire il muro tra Usa e Messico.



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