Siria, 19enne inglese partita per unirsi all’Isis ha partorito in un campo profughi


Siria, 19enne inglese partita per unirsi all'Isis ha partorito in un campo profughi


Ha avuto un bambino e “sta bene”, Shamima Begum, la ragazza britannica partita per la Siria per unirsi allo Stato Islamico che ora chiede di poter tornare nel suo paese. “La gente dovrebbe avere compassione per me”, ha detto alla stampa inglese poco dopo aver partorito in un campo profughi siriano, “Non ho mai fatto nulla di male e non ho mai incoraggiato le persone a venire in Siria”. Shamima ha quindi spiegato di non avere rimpianti per la sua scelta e di essere stata attratta dai “video di propaganda”.

La 19enne ha raccontato essere stata soltanto “una casalinga” durante i suoi quattro anni di permanenza nel califfato. Ha poi sottolineato di essere stata a conoscenza delle decapitazioni e delle esecuzioni compiute dai terroristi, ma di essere stata “d’accordo con quello che facevano” perché aveva sentito dire che “islamicamente queste pratiche erano permesse”. “Penso che molte persone dovrebbero avere simpatia per me, per tutto ciò che ho passato”, ha aggiunto. “Non sapevo in cosa mi stavo buttando quando me ne sono andata dall’Inghilterra. Speravo di trovare qualcosa di buono per me e per mio figlio e che mi avrebbero lasciata tornare”. 

Shamima vorrebbe lasciare la Siria per crescere in tranquillità il suo terzo figlio appena nato. I primi due le sono morti a causa di malattie e malnutrizione, mentre il marito, un combattente olandese dello Stato Islamico, è irreperibile: potrebbe aver perso la vita o essere stato arrestato.

Le probabilità che faccia ritorno in Gran Bretagna però sono poche. Il sottosegretario all’Interno Ben Wallace ha spiegato che non intende “mettere a rischio” la vita dei suoi funzionari e agenti “per andare a cercare dei terroristi o ex terroristi” in quelle aree. “Le azioni hanno delle conseguenze”, ha sottolineato, e proprio per questo non ci sarà nessuna operazione di salvataggio per Shamima. In quanto cittadina britannica, ha aggiunto il sottosegretario, Begum ha il diritto di rientrare in patria, ma al suo ritorno verrà “come minimo processata”. Una legge antiterrorismo promulgata nel Regno Unito rende punibile con la reclusione fino a dieci anni la permanenza in Siria senza motivo valido di un cittadino britannico.



Previous Article
Next Article