Pedofilia, cardinale Pell giudicato colpevole in Australia | Il Papa lo fa cacciare dal Vaticano



Il cardinale George Pell è stato riconosciuto colpevole di pedofilia da un tribunale di Melbourne, in Australia. Il principale consigliere finanziario di Papa Francesco e ministro dell’Economia vaticano era stato condannato a dicembre 2018 per violenza sessuale commessa negli Anni Novanta su due ragazzini di 13 anni nella sacrestia della cattedrale di Melbourne. Il porporato australiano rischia fino a 50 anni carcere.

Annuncio del Vaticano: Pell non è più prefetto per lʼEconomia – “Il cardinale George Pell non è più il prefetto della Segreteria per l’Economia”. Con un secco tweet il capo ufficio stampa del Vaticano, Alessandro Gisotti, annuncia la decisione di Papa Francesco. Dopo la condanna di Pell per pedofilia da parte di un tribunale australiano, la Santa Sede ha mostrato il pugno duro. Pell era stato congedato dalla carica già due anni fa quando era stato rinviato a giudizio ma aveva mantenuto un incarico formale.

La sentenza in Australia – Il verdetto unanime dei 12 membri della giuria della County Court dello Stato di Victoria è stato emesso l’11 dicembre dopo oltre due giorni di deliberazione, ma reso pubblico solo martedì 26 febbraio. Pell, 77 anni, avrebbe molestato i due giovani componenti del coro dopo aver servito messa nella cattedrale di San Patrizio a Melbourne nel 1996, quando all’epoca aveva 55 anni. La giuria ha anche dichiarato che Pell si è reso colpevole di aver aggredito in modo indecente uno dei ragazzi in un corridoio più di un mese dopo. Il cardinale continua a dichiararsi innocente e il suo avvocato prevede di ricorrere in appello.

Indagini anche sull’arcivescovo di Brisbane – Anche l’arcivescovo di Brisbane, Mark Coleridge, è sotto indagine, da parte della diocesi, in relazione alla vicenda di una donna che aveva offerto informazioni su abusi a minori oltre un decennio fa. Coleridge ha appena partecipato all’incontro di quattro giorni in Vaticano sulla protezione dei minori. In un comunicato, l’arcidiocesi di Canberra e Goulburn ha confermato di aver avviato indagini, ma queste sono stata ritardate perché la donna ha “scelto di non essere coinvolta”. L’arcivescovo Coleridge ha collaborato con le indagini.



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