Otto anni di guerra in Siria, l’appello delle Nazioni Unite: “La crisi non è ancora finita”







L’83% dei siriani viva sotto la soglia di povertà e 11,7 milioni di persone che necessitano di una qualche forma di assistenza umanitaria e di protezione

“Senza un’iniezione considerevole e immediata di fondi, è probabile che l’erogazione di beni di prima necessità quali alimenti, acqua potabile, cure mediche, alloggi e servizi di protezione dovrà essere interrotta”, ha dichiarato Mark Lowcock, Sottosegretario Generale delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari. “È fondamentale che la comunità internazionale resti al fianco di donne, uomini, bambine e bambini che in Siria hanno bisogno del nostro aiuto per soddisfare le esigenze più elementari e poter vivere una vita dignitosa. Se i donatori assicureranno i fondi necessari, potremo implementare i piani volti a conseguire tali risultati.”

Tale situazione è, inoltre, all’origine della più vasta crisi di rifugiati del mondo. Vi sono oltre 5,6 milioni di rifugiati siriani, mentre nei paesi confinanti sono 3,9 milioni i membri delle comunità ospitanti coinvolti dalla crisi. Le Nazioni Unite chiedono con urgenza di incrementare i finanziamenti per assistere le popolazioni colpite lanciando un appello per la raccolta di 3,3 miliardi di dollari da destinare alla risposta in Siria, e di 5,5 miliardi di dollari per il Piano per i rifugiati e la resilienza nei Paesi confinanti.

“Essendomi recato in visita pochi giorni fa in Siria e presso i rifugiati siriani in Libano, sono profondamente preoccupato dal divario sempre più ampio riscontrato fra le loro enormi esigenze e il supporto attualmente garantito alla risposta internazionale alla crisi in atto. A otto anni dall’inizio della crisi di rifugiati di più ampia portata degli ultimi decenni, circa il 70% dei rifugiati siriani vive un’esistenza al limite, sotto la soglia di povertà”, ha affermato Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati. “La riduzione dell’assistenza dovuta al taglio dei fondi comporta che i rifugiati debbano fare ogni giorno scelte strazianti, quali ritirare i propri figli da scuola per farli lavorare o ridurre i pasti. In tal modo, divengono inoltre più vulnerabili a sfruttamenti e abusi.”

“È essenziale che la comunità internazionale rimanga salda nel sostegno ai milioni di rifugiati siriani che vivono nei Paesi confinanti e che ancora necessitano di protezione e assistenza. Allo stesso modo, il supporto deve essere esteso alle comunità locali e ai governi che hanno garantito accoglienza a milioni di rifugiati siriani negli ultimi otto anni”, ha dichiarato Grandi. “È necessario aiutare, inoltre, quei rifugiati, nonché gli sfollati interni, presenti in numeri ancora più elevati, che scelgono di fare ritorno nel proprio Paese, in condizioni davvero difficili.”

I Paesi di accoglienza e le relative comunità necessitano di finanziamenti sicuri per continuare a sostenere i rifugiati, garantire che i servizi pubblici siano disponibili, e ampliare le opportunità sia per i rifugiati sia per i cittadini. Essi hanno accolto i rifugiati con generosità, offrendo loro asilo e protezione, rendendo accessibili i servizi pubblici, consentendo a un numero sempre più elevato di persone di contribuire alle economie locali e rafforzando in egual misura la resilienza tanto dei rifugiati quanto delle comunità locali.

“In Siria la povertà è in crescita, le infrastrutture dei servizi di base sono danneggiate o distrutte e il tessuto sociale è ormai al limite”, ha affermato Achim Steiner, Amministratore dell’UNDP. “I governi e le comunità di accoglienza dei Paesi confinanti con la Siria hanno bisogno del nostro sostegno per continuare a dare prova di generosità ai rifugiati, senza rinunciare allo stesso tempo a investire nel proprio sviluppo. È necessario che la comunità internazionale incrementi il sostegno alla resilienza sia in Siria che nei Paesi confinanti.”

Nonostante la quantità significativa di fondi garantita dai donatori nel 2018, l’anno scorso solo il 65% dei 3,4 miliardi di dollari necessari per il Piano d’intervento in Siria è stato finanziato. Nel 2018, il Piano regionale per i rifugiati e la resilienza da 5,6 miliardi di dollari è stato finanziato per il 62 per cento. I tre alti rappresentanti delle Nazioni Unite lanciano un appello congiunto alla comunità internazionale dei donatori affinché si impegni con generosità a sostenere gli obiettivi del 2019, in occasione della conferenza di alto profilo che si terrà domani.



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