Ogni anno nel mondo almeno 6 milioni di morti premature per inquinamento



Madre Terra ha appena ricevuto un pessimo bollettino medico da parte delle Nazioni Unite e il gruppo di scienziati che ha eseguito le analisi non le ha voluto certo risparmiare le brutte notizie.

Si tratta in particolare dei risultati della sesta edizione del Global Environmental Outlook, un compendio di 708 pagine di tutte le malattie del Pianeta pubblicato in occasione della conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente. Le condizioni della Terra hanno continuato a deteriorarsi da quando è stato redatto il primo Outlook nel 1997 e una “azione urgente e di una portata senza precedenti è necessaria per cambiare questa situazione”, avverte il gruppo di ricercatori.

“La scienza è chiara”, ha spiegato in un incontro con la stampa Joyce Msuya, direttore esecutivo di UN Environment, il programma ambentale delle Nazioni Unite. “La salute e la prosperità dell’umanità sono strettamente collegate alle condizioni del nostro ambiente”.

Ha aggiunto quindi che il Pianeta si trova ad un bivio: i mali della Terra sono curabili, ma non lo saranno a lungo se la gente non farà dei cambiamenti fondamentali nel suo

modo di consumare, di produrre energia, di smaltire i rifiuti e più in generale se non ridurrà il peso della propria impronta sul Pianeta che sta attualmente degradando l’acqua, l’aria e il suolo. Msuya si è chiesta quindi se siamo in procinto di imboccare la strada di un futuro sostenibile o se proseguiremo sul vecchio tracciato che si ta conducendo verso un “cupo futuro”.

Il rapporto, intitolato “Our Planet: Healthy Planet, Healthy People” (Il nostro pianeta: pianeta sano, gente sana) funziona da manuale d’accompagnamento per le periodiche pubblicazioni delle Nazioni Unite in materia di cambiamenti climatici. La sua forza non sta nell’avere scoperto cose nuove, ma nell’averle asemblate insieme in una raccolta profondamente sconcertante.

“Il tempo per prevenire gli effetti pericolosi e irreversibili dei cambiamenti climatici si sta esaurendo”, afferma il documento, avvertendo che il mondo si avvia a superare di un grado la soglia dell’aumento delle temperature fissato dall’Accordo di Parigi.

Complessivamente la Terra soffre per il degrado del suolo, per la perdita di biodiversità, per l’inquinamento dell’aria, del terreno e dell’acqua, per gli effetti dei cambiamenti climatici e deve prevenire e saper gestire futuri pericoli e disastri. In mancanza di una svolta, la situazione appare tetra per tutti i suoi abitanti. Un’estinzione di massa è in corso compromettendo la capacità globale di fare fronte alle necesità umane”, avverte ancora il documento.   

La biodiversità contribuisce a regolare il clima, filtra l’aria e l’acqua, crea terreno fertile e mitiga gli effetti dei disastri naturali, spiega il gruppo che ha redatto il rapporto. Eppure le popolazioni delle diverse spoecie sono in declino e i tassi d’estinzione sono in aumento. Attualmente il 42% degl invertebrati terrestri, il 34% di quelli di acqua dolce e il 25% di quelli marini sono a rischio di estinzione. 

Le popolazioni umane soffrono per la ragione opposta. Ci avviamo a diventare 10 miliardi entro il 2050. Senza “urgenti e profondi cambiamenti nel modo di produrre e di consumare, questa crescita demografica andrà avanti e il Pianeta non sarà in grado di sostenerla. Il 90% di questa crescita avverrà in Africa e in Asia. Quasi tutte le città costiere sono vulnerabili all’innalazmento del livello del mare e alle alluvioni causate da eventi climatici estremi”.

Così come per la Terra nel suo complesso, 10 abitanti su 14 hanno assistito a una diminuzione della produttività della vegetazione. Il 40% delle zone umide è andata perduta a favore dello sviluppo agricolo e urbanistico a partire dagli anni ’70. La terra coltivabile sta diventando sempre meno fertile in parte per colpa dei metodi di agricoltura insostenibili e poco efficienti. I cosiddetti hot spot dove ora non è più possibile far crescere derrate facilmente rappresentano attualmente circa il 29% di tutte le superfici agricole. La deforestazione ha rallentato, ma va avanti. La diversità genetica è in declino, mettendo a rischio la sicurezza alimentare”.

Nella maggior parte delle regioni la qualità dell’acqua è peggiorata significativamente a partire dal 1990, avvelenata dall’inquinamento chimico. Inoltre una persona su tre è ancora priva di accesso a servizi igienici sicuri.

Il rapporto indica anche diversi modi per alleviare le sofferenze del Pianeta e molti di questi prevedono il ricorso a tecnologie che già esistono. Per citarne uno, la perdita di biodiversità e il degrado del suolo potrebbero essere fermati, sostengono gli autori, cambiando i nostri consumi, le pratiche agricole e ridistribuendo le risorse alimentari. Centrare gli obiettivi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica significherebbe anche ridurre l’inquinamento dell’aria, che attualmente uccide prematuramente tra i sei e i sette milioni di persone l’anno.

Joyeeta Gupta e Paul Ekins, che hanno supervisionato il rapporto, hanno spiegato in una dichiarazione che la Terra ha la possibilità di avviarsi su un percorso di sostenibilità. Ciò che manca, affermano, è la volontà politica di agire.

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