Nanga Parbat, tre droni per cercare l’alpinista italiano Daniele Nardi



Continueranno con l’ausilio di tre droni le ricerche di Daniele Nardi e Tom Ballard, i due alpinisti dispersi dal 24 febbraio sul Nanga Parbat, in Pakistan. Una missione composta da un alpinista basco, Alex Txikon, e da tre suoi collaboratori, tra cui un medico, dovrebbe partire in giornata dal campo base del K2 per raggiungere la zona della parete Diamir, in direzione del campo 1, sul Nanga Parbat.

Escluso l’intervento degli alpinisti russi – Da lì verranno attivati tre droni che perlustreranno tutta la zona dello Sperone Mummery, ripercorrendo tutte le vie che i due alpinisti avrebbero potuto seguire. La missione, che è stata pianificata nella notte, è in attesa del via libera per il volo degli elicotteri. E’ stato invece escluso l’intervento di una seconda squadra di alpinisti russi, a causa del forte rischio di valanghe sulla zona.

Avvistate le tende di Nardi e Ballard – Dell’alpinista quarantaduenne di Sezze (Latina) e del suo compagno inglese (figlio della scalatrice inglese Alison Hargreaves, morta nel 1995 sul K2) non si hanno più notizie da domenica scorsa: rapiti da questa montagna di 8.125 metri, il secondo ottomila (dopo l’Annapurna) per indice di mortalità degli scalatori giunti in vetta. Giovedì un elicottero aveva localizzato la tenda di Nardi e Ballard al campo 3 del Nanga Parbat, in una zona con “diverse tracce di valanga”.



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