Morte Nera: una recente scoperta offre una nuova prospettiva sulla peste



E mentre ci sono meno di una manciata di fosse comuni associate alla peste trovate in Inghilterra, secondo Willmott, la scoperta di Thornton Abbey è degna di nota anche per essere l’unica fossa che fino a oggi è stata dissotterrata in un’area rurale piena di terreni, dove le persone seppellivano regolarmente i loro cari in tombe singole invece che  in fosse comuni.

Thornton Abbey suggerisce dunque altri risvolti. “Chiaramente”, dice Willmott, “il sistema che normalmente operava per gestire i cadaveri doveva essersi inceppato”. I ricercatori hanno documentato la loro scoperta in un articolo pubblicato sulla rivista Antiquity.

La demografia della devastazione

Nel 2013, il gruppo multi-disciplinare di ricercatori archeologi ha scavato un tumulo di sabbia glaciale e ghiaia sull’ex sito di un ricco priorato, che fu poi definitivamente chiuso nel 1539 da Enrico VIII. Una ricerca geologica suggeriva che avessero trovato i resti di una costruzione. Invece, avevano trovato corpi – quattro dozzine per l’esattezza – ognuno avvolto singolarmente con le braccia incrociate sul petto.

Mentre nessun bene accompagnava i resti delle tombe, gli archeologi sono stati in grado di definire con precisione una data di sepoltura di massa, attorno all’epoca della peste, basandosi su due penny d’argento e due scheletri datati al radiocarbonio.

La devastazione della peste si traduceva nella demografia delle tombe, dice Willmott. Più di metà dei seppelliti sono bambini sotto i 17 anni – una sovra-incidenza per il tempo, dove la mortalità dei bambini era alta, ma i bambini più grandi erano comunque soliti sopravvivere fin nell’età adulta.

“Qui si tratta di un profilo di mortalità catastrofico, nel quale in buona sostanza ogni fascia viene eliminata in maniera equa”, dice Willmott. “Abbiamo una sorta di linea retta che attraversa l’intera società”. L’area del cimitero parrocchiale locale – ancora in uso oggi – è solo a un chilometro e mezzo dall’abbazia, ma al tempo dell’epidemia a metà del 14° secolo, questo luogo deve essere stato sommerso dal numero delle vittime locali.

“Sospetto che questi corpi siano stati sepolti nei pressi dell’abbazia perché il cimitero  era stato riempito, e piuttosto che distribuire secondo i normali requisiti delle sepolture ammassando corpi nelle fosse comunali del cimitero, utilizzavano la terra entro i confini dell’abbazia”, dice lo storico dell’università di Cambridge John Hatcher, che ha scritto tre libri sulla peste. Lo studioso non è stato coinvolto nel recente studio. 

I denti di due bambini nella fossa sono risultati positivi al Y. pestis, e il DNA del microbo è stato ricavato da uno di loro. “Il recupero del DNA della peste ottenuto dalle sepolture presso Thornton Abbey è una scoperta significativa, in particolar modo perché si tratta della prima di questo genere che arriva dal nord dell’Inghilterra”, dice Don Walker, osteologo umano senior presso il Museum of London Archaeology (MOLA), che nel 2013 ha dissotterrato una fossa comune della peste del 1348-49 nella Charterhouse Square di Londra durante il progetto ferroviario del Crossrail. (Walker non ha preso parte allo studio pubblicato su Antiquity).

E, aggiunge il ricercatore, “ulteriori analisi sul DNA batterico promettono di contribuire significativamente al recente studio sull’evoluzione e sulla diffusione della peste in Europa durante e dopo la Morte Nera”.

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