L’Ue boccia l’Italia: “La Manovra non aiuta la crescita, squilibri eccessivi” | Dombrovskis: “Situazione preoccupante”



“La Manovra italiana include misure che rovesciano elementi di importanti riforme fatte in precedenza, in particolare sulle pensioni, e non include misure efficaci per aumentare il potenziale di crescita“. Lo scrive la Commissione Ue nel Country Report sull’Italia. Per il vicepresidente Dombrovskis la situazione “è preoccupante”. Occhi puntati anche sul reddito di cittadinanza: “Bisogna guardare all’impatto sui conti”, ha affermato il commissario europeo al Lavoro, Marianne Thyssen.

Secondo Bruxelles, il Paese ha ancora squilibri economici “eccessivi”. Dombrovskis ha chiarito che “il debito non scende a causa dei piani economici deboli del governo” e che “in generale lo slancio delle riforme si è fermato”. Vanno “migliorate le finanze pubbliche, l’efficienza della pubblica amministrazione e del sistema giudiziario, e rafforzato il sistema finanziario”.

“Pochi progressi rispetto allo scorso anno” – Nel documento si legge che l’Italia ha realizzato “un progresso limitato nel rispondere alle raccomandazioni specifiche per il Paese del 2018”. Alcuni progressi si sono osservati nella lotta alla corruzione, mentre non c’è stato alcun passo avanti nello “spostare la tassazione dai fattori produttivi, rivedere le spese fiscale e riformare i valori catastale”, oltre che nel “ridurre la quota delle pensioni di anzianità nella spesa pubblica”, “ridurre la durata dei processi di giustizia civile” e “affrontare le restrizioni alla concorrenza”.

Le preoccupazioni sul reddito di cittadinanza – I timori di Bruxelles riguardano anche il reddito di cittadinanza. “Bisogna guardare all’impatto sui conti, il costo sembra molto alto, 0,45% del Pil, che per l’Italia è molto, e bisogna quindi capire se è sostenibile”, ha spiegato la commissaria Ue al lavoro, Marianne Thyssen. “Un altro impatto da monitorare è sull’occupazione”, visto che “le politiche del lavoro restano deboli in Italia”. “Monitoriamo cosa succede e come viene introdotto”, ha concluso, evidenziando che se il provvedimento sostituirà interamente il reddito di inclusione, “avrà implicazioni sull’uso del fondo sociale” e quindi “andrà ridiscusso”.

Di Maio: “Non blocchiamo la crescita” – “Non credo che le nostre misure stiano bloccando la crescita”, ha risposto il vicepremier Luigi Di Maio. Gli interventi del governo “servono ad uscire da uno stato di crisi nel quale si trova l’Unione europea”. “Noi siamo al governo da otto mesi e abbiamo davanti quattro anni di governo che devono servire a rafforzare la produzione italiana proprio per evitare che in momenti di incertezza europea l’Italia non resti schiacciata”.



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