L’antico letto comprato online forse appartenuto ai Tudor



Quando Ian Coulson, un mercante inglese di oggetti d’antiquariato, è andato a ritirare il letto che aveva acquistato online per 2.200 sterline (circa 2.500 euro), era convinto che si sarebbe trovato davanti a “un letto a baldacchino vittoriano riccamente intarsiato con uno scudo araldico”, proprio come descritto nel catalogo.

“Credevo si trattasse di un ottimo manufatto del movimento artistico Arts and Craft“, ricorda Coulson, riferendosi al particolare design che andava di moda nell’Inghilterra Vittoriana del tardo XIX secolo. Ma quando è arrivato a casa e ha iniziato ad esaminare il nuovo acquisto con maggiore attenzione, ha capito subito che era molto più antico.

Il letto [proveniente dal Redland House Hotel a Hough Green, Chester e dismesso per una ristrutturazione secondo la stampa britannica], mostrava segni di precedenti numerose riparazioni, un fatto insolito per un mobile per altri versi ben conservato vecchio di circa 150 anni. Inoltre i segni nel legno indicavano che era stato tagliato con attrezzi medievali e non con le seghe meccanizzate dell’era industriale. E lo scudo araldico menzionato nel catalogo era in realtà lo stemma reale del Regno Unito.


Il letto, riccamente scolpito, è tipico nell’iconografia dell’Inghilterra del tardo XV secolo: stemmi e simboli reali, le rose araldiche delle case Lancashire e York, e simboli di fertilità come ghiande e frutti.

Ritenendo di essere incappato in qualcosa di straordinario, Coulson si è imbarcato in quella che si è rivelata essere una faticosa ricerca lunga 9 anni (e non ancora conclusa). Nel corso degli anni i diversi periti ed esperti che lo hanno esaminato si sono via via convinti che questo pezzo di antiquariato scurito dal tempo sia il letto (da tempo considerato perduto) commissionato per il matrimonio di Enrico VII, il primo re Tudor, padre di Enrico VIII, con Elisabetta di York. Le loro nozze, nel 1486, posero fine alla Guerra delle Rose, il sanguinoso conflitto che contrappose i Lancaster – il cui stemma era una rosa rossa – agli York, rappresentati da una rosa bianca.

Se fosse confermato, si tratterebbe di una scoperta eccezionale. Nessun arredo originale di epoca Tudor risulta essere sopravvissuto alla guerra civile inglese: le forze antimonarchiche si ritiene che abbiano distrutto ogni cosa.  

“Deve trattarsi del più importante pezzo di mobilio dell’Inghilterra e del più importante manufatto reale”, dice Jonathan Foyle, affermato studioso della storia dei Tudor ed ex curatore degli Historic Royal Palaces, convinto dell’autenticità del letto.

La sontuosità del letto, il suo stile tipico del tardo XV secolo e i disegni intarsiati lo rendono compatibile con l’attribuzione a Enrico VII, dice Foyle.

“Presenta lo stemma reale, la croce di San Giorgio, le rose delle casate di Lancashire e di York, simboli di fertilità come le ghiande e l’uva. Chiunque abbia realizzato tutto ciò aveva una profonda conoscenza dell’iconografia di quell’epoca. E’ difficile immaginare che qualcuno possa essere arrivato in un secondo momento ad eseguire le decorazioni e che sia riuscito a fare tutto così bene”.

Ancor più decisive sono le microscopiche tracce di colore trovate nelle fessure del legno. Includono macchie di azzurro oltremare, un pigmento estremamente raro e costoso realizzato con pietre di lapislazzuli importate dall’Afghanistan, passando da Venezia.

“Ciò è molto significativo”, dice Helen Hughes, esperta nell’analisi dei pigmenti, anche lei convinta  dell’autenticità del letto.
“L’oltremare era incredibilmente caro, in Inghilterra era raro da poter vedere persino nei quadri. Figuriamoci per decorare un letto. Sarebbe costato meno impiegare dell’oro. Il fatto che sia stato usato significa che il letto apparteneva a qualcuno di rango particolarmente elevato”. 

Affermazioni che hanno dello straordinario richiedono però anche prove straordinarie da contrapporre alla conosolidata convinzione che nessun pezzo dell’arredamento reale sia sopravvisuto alla guerra civile inglese. Se a questo si aggiunge il fatto che non si sa a chi sia appertenuto il letto per diversi secoli, fa sì che gli scettici rimangano tali.


Leoni, simbolo reale, decorano i montanti del baldacchino. Tracce microscopiche di pigmenti trovati sul legno indicano che il letto era un tempo riccamente dipinto.

Non è stato possibile datare in maniera scientifica le tavole di quercia. Le vernici usate sul legno rendono impossibile la datazione al carbonio e i tentativi di risalire alla sua età attraverso la dendrocronolgia non hanno dato risultati.
L’esito di un test svolto da una ditta americana nel 2012 è arrivato alla conclusione che il letto fu ralizzato con un tronco di quercia nordamericana attorno al 1756.

Risultato smentito però dalla migliore tecnologia disponibile, ad oggi, per estrarre il DNA da campioni di legno, un metodo messo a punto dal tedesco “Thünen Institute per la Genetica Forestale” per contrastare la deforestazione illegale, che ha stabilito appartenere il legno all’Aplotipo-7 delle querce europee.  

La prova definitiva che si tratti del letto reale non esiste, ma, si chiede Coulson, “se non è il letto dei Tudor che cos’altro può essere? Finora nessuno ha avanzato alternative convincenti”.

Previous Article
Next Article