La vita ai tempi del coronavirus in Italia



Io e il fotografo Gabriele Galimberti abbiamo lavorato giorno e notte nelle scorse settimane, a Milano. Da quando è scoppiata l’epidemia di COVID-19 in Italia, sul finire di Febbraio, abbiamo documentato ogni giorno dell’emergenza dal punto di vista del suo epicentro, la nostra regione lombarda. Abbiamo visitato obitori e ospedali alla ricerca di storie e immagini in grado di raccontare al resto del mondo quello che sta accadendo qui.

Abbiamo parlato con virologi, addetti stampa degli ospedali, imprenditori cinesi, sorveglianti dei cimiteri. Abbiamo incontrato dipendenti comunali addetti alla sanificazione delle strade. Per fare un report sul virus senza contrarlo o diffonderlo, abbiamo indossato mascherine per parlare con le persone, e siamo rimasti sempre a distanza di sicurezza. Abbiamo utilizzato di frequente igienizzanti e ci siamo lavati le mani ogni volta che potevamo.

Quando abbiamo deciso di concentrare il nostro lavoro sugli effetti della distanza sociale, Gabriele ha fotografato i soggetti dall’esterno delle loro case, e io li ho successivamente intervistati al telefono. In questo modo ci siamo assicurati che nessun germe si diffondesse mentre lavoravamo entro i vincoli di un paese in isolamento. 

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