La storia e l’utilizzo dei guanti tra passato e presente



Le pubblicità dei “guanti da passeggio” rosa da donna hanno iniziato ad apparirmi sulle pagine Internet ad Aprile. Sembravano un accessorio proveniente dal passato, dall’epoca di Mad Men, quando le donne indossavano guanti bianchi fino ai polsi per uscire a prendere un tè o, forse, per andare a sbrigare qualche commissione fuori casa, come comprare un cappellino o lavorare come segretaria.

Ma in realtà i guanti da passeggio sono un’invenzione del 2020 di Echo Design, un’azienda di New York che produce sciarpe e guanti, nata nel 1923. Steven Roberts, CEO e Presidente dell’azienda, spiega che “dopo lo scoppio del coronavirus, nei supermercati continuavo a vedere i bidoni dei rifiuti pieni di guanti di plastica. Così ho pensato: come possiamo rispondere a questi dubbi? Possiamo creare dei guanti leggeri e lavabili?”

Ne aveva a disposizione un certo numero di paia in cotone-poliestere pronti in uno stabilimento in Asia. Anche se Roberts si affretta a specificare che “non stiamo parlando di una soluzione medica, si tratta giusto di aggiungere un livello di comfort psicologico in più”, negli ultimi tre mesi Echo ha venduto migliaia di quelle paia.

Il COVID-19 potrebbe portare a un mini revival di guanti chic, anche nella stagione calda. Ma per millenni gli uomini hanno indossato coperture sulle mani per scaldarsi, essere alla moda o proteggersi e, talvolta, un curioso mix di tutti e tre i motivi. E i guanti hanno avuto un ruolo più che fondamentale in ogni aspetto della società, dalle tradizioni reali inglesi alla medicina dell’inizio del ‘900.

Uno status symbol fin dal principio

Le pitture rupestri suggeriscono che gli uomini primitivi indossavano semplici muffole, probabilmente lavorate a maglia, fin dall’era glaciale. Ma i più antichi guanti esistenti, realizzati tra il 1343 e il 1323 a.C. sono un particolare modello in lino allacciato all’altezza del polso, rinvenuto nel 1922 nella tomba del faraone Tutankhamon in Egitto. “Pare che li usasse per guidare il carro”, spiega Michael Redwood, esperto di pellame e guanti, nonché autore del libro dedicato alla loro realizzazione, intitolato Gloves and Glove-Making. “Li utilizzava per tenere le redini, un’immagine dal significato anche simbolico. È uno dei primi esempi di quanto i guanti fossero importanti per la nobiltà, la chiesa e il sistema giudiziario. Tutankhamon li incarnava tutti e tre”.

I primi guanti potevano essere lavorati a maglia a casa (nel caso dei poveri o della classe lavoratrice) oppure cuciti in tessuto o pelle (per i ricchi). Ma anche per l’alta società i guanti avevano scopi utilitaristici. Nell’Odissea Omero cita personaggi che indossano guanti per evitare i rovi. I cavalieri europei indossavano guanti in metallo lunghi oltre il polso come protezione (e per apparire minacciosi).

I guanti divennero più comuni nell’Europa medievale, ma poiché richiedevano più risorse e abilità rispetto alle semplici muffole (per le dita e tutte le cuciture) in genere erano utilizzati soprattutto come indumento resistente (in cotta di maglia per andare in guerra, in pelle robusta per forgiare il ferro) o come accessorio alla moda o da cerimonia per i ricchi.

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