La storia della Nuova Francia: il cuore della serie “Pronti a Tutto” di National Geographic



A casa, le filles du roi avrebbero avuto un destino incerto, prive o quasi di doti, in condizioni di povertà e obbligate a dipendere dai membri maschili della famiglia per la selezione del partner. Se riuscivano a sopravvivere al viaggio verso la Nuova Francia, le filles du roi si trovavano in una situazione di maggiore potere e maggiori opportunità di prosperità rispetto a quelle che avrebbero avuto in Europa. Armate di speranza in un futuro promettente, si imbarcarono verso il Canada.

Una volta arrivate, le donne venivano sistemate dalle suore, che insegnavano loro le abilità domestiche, cercando di prepararle ai rigori della vita nella colonia e sorvegliando il vorticoso corteggiamento insieme a Jean Talon, l’amministratore della colonia. Diversamente da come si usava a casa, le filles du roi avevano la libertà di scegliere il proprio marito: potevano avere un colloquio con i potenziali partner in incontri stile “speed date”, spostandosi da una città all’altra lungo il fiume St. Lawrence. Se la selezione non le aggradava, potevano semplicemente proseguire il viaggio. La maggior parte, tuttavia, si sposò quasi immediatamente.

Una volta sposate, le filles du roi erano incoraggiate ad avere quanti più figli possibile: la corona aveva promesso un bonus finanziario a tutte le donne che avessero partorito oltre 10 figli. E siccome il cibo era più che abbondante nella colonia, le filles du roi avevano maggiori probabilità di sopravvivere alle gravidanze e di dare alla luce bambini sani e robusti, rispetto alle loro controparti della Francia continentale.

La pace con gli Irochesi

Le filles du roi non furono le sole persone che Luigi XIV inviò in Nuova Francia: nel 1665, la corona francese ordinò a un gruppo di soldati francesi di rinforzare la Nuova Francia e proteggere i suoi investimenti in quelle terre.

Quando arrivarono nella colonia circa 1.200 soldati — più o meno nello stesso periodo in cui arrivarono le filles du roi — furono salutati e accolti come salvatori. Nonostante fossero mal equipaggiati per affrontare le tattiche di guerriglia dei loro rivali Irochesi, il loro arrivo mise la Francia in una posizione di vantaggio tattico. La Lega degli Irochesi, indebolita da decenni di battaglie, offrì la pace. Nel 1667 la Nuova Francia e la Lega degli Irochesi firmarono un trattato di pace che sarebbe durato 20 anni.

Ma una pace duratura non arrivò che alla fine del secolo. Nel 1683 scoppiò un’altra guerra, in risposta ai tentativi sempre più aggressivi dei coloni di aggiudicarsi più territorio di caccia, e la Francia di nuovo inviò truppe in Nuova Francia. Per i successivi 15 anni, la seconda fase di quelle che furono chiamate le “guerre dei castori” videro contrapposti i coloni ai gruppi indigeni che abitavano le terre che gli avevano sottratto.

Alla fine, nel 1701, i francesi e gli Irochesi firmarono un trattato noto come la “grande pace”, che avrebbe segnato la fine dei conflitti tra francesi e Irochesi per il resto della vita della colonia.

Il declino della Nuova Francia

All’inizio del XVIII secolo la Nuova Francia aveva espanso i suoi confini e contava complessivamente circa 20.000 abitanti. Ma la fortuna dei francesi in quell’area era destinata a non durare. Nonostante la forte crescita della popolazione e il boom economico dei primi anni del 1700, la Nuova Francia spese la maggior parte delle sue risorse per la preparazione di forze militari poco adatte alle realtà coloniali. E nonostante la sua pace con le popolazioni indigene locali durò, la Francia non potè scongiurare la guerra con il suo più grande rivale coloniale: la Gran Bretagna.

Nel 1756,la Guerra dei sette anni contrappose la popolazione relativamente ridotta dei coloni francesi al numero decisamente più nutrito di coloni dell’America britannica. La Nuova Francia finì sconfitta insieme alla Francia nella Guerra dei sette anni, e i suoi possedimenti furono consegnati alla Gran Bretagna con il Trattato di Parigi del 1763.

Nonostante i suoi soli 155 anni di vita, la Nuova Francia creò un’eredità che sopravvive ancora oggi, nel moderno Canada. Anche sotto il dominio britannico, scrive lo storico Jacques Mathieu, gli abitanti di quella che una volta era la Nuova Francia “si rifiutarono di assimilarsi e continuarono ad affermare la propria esistenza. Protetti dalla propria lingua, religione e istituzioni, concentrate in un’area geografica limitata, difficile da penetrare, hanno sviluppato una modalità di vita, abitudini sociali e comportamenti propri e distintivi”.

Quel tipo di vita è costato un prezzo altissimo per gli Irochesi e gli altri gruppi indigeni, le cui tradizioni sono state stravolte dal commercio di pelli che ha tenuto a galla la Nuova Francia. Le malattie e le guerre causarono notevoli declini nella popolazione, e anche se mantennero l’indipendenza dopo le Guerre dei castori, gli Irochesi continuarono a subire la pressione dell’intento dei coloni di dominare il nuovo mondo.

I discendenti dei canadesi originari francofoni continuarono a identificarsi come abitanti del Québec e promossero anche un movimento secessionista all’interno del moderno Canada. La maggior parte dei canadesi francesi sono discendenti delle filles du roi, donne che scapparono dalla povertà per andare incontro al ruolo riconosciuto di madri fondatrici di una nuova nazione. 

Pronti a Tutto andrà in onda su National Geographic dal 1° settembre, il martedì alle 20.55.

Previous Article
Next Article