Il mistero della sonda spaziale giapponese Hitomi



Tra i misteri dell’universo ha un ruolo d’onore il caso della sonda spaziale giapponese Hitomi.

Il satellite, che trasportava la strumentazione della NASA, era stato progettato per studiare l’Universo delle alte energie – raggi X e raggi gamma – e osservare buchi neri e galassie.

Secondo i radar, Hitomi si è frammentato in almeno cinque pezzi. Lanciato il 17 febbraio 2016 in un’orbita terrestre bassa, la sonda giapponese ha subito un deciso cambiamento di rotta perdendo i contatti con la Terra.

Secondo l’astrofisico del Centro di Astrofisica Harvard-Smithsonian  Jonathan McDowell, si è verificato “un evento energetico”: “L’interruzione delle comunicazioni, il cambiamento di orbita e i cinque frammenti localizzati dal radar hanno indicato una situazione più grave della perdita del contatto” ha twittato McDowell.

Non è del tutto chiaro che cosa sia accaduto a bordo dell’Hitomi. Gli scienziati hanno condotto le indagini e l’agenzia spaziale giapponese JAXA ha dichiarato di aver ricevuto brevi segnali dalla sonda spaziale.

McDowell ha ricordato casi altrettanto complicati: “I contatti con SOHO non furono ripristinati per alcuni mesi ma è stato recuperato. ALEXIS ha iniziato a ruotare senza controllo per un problema con un pannello solare danneggiato ma la missione è iniziata con un paio di mesi di ritardo. È difficile fare previsioni — e mi rifiuto di farle — ma ci sono situazioni che sembravano irrecuperabili e sono state risolte”.

Per JAXA le seconde chance non sono una novità. Dopo un primo fallimento, l’agenzia spaziale giapponese è riuscita a mandare la sonda Akatsuki in orbita attorno a Venere ma la rottura di una valvola l’ha costretta a vagare nel sistema solare per cinque anni prima di agganciare l’orbita di Venere.

La morale della storia? Lo spazio è complicato. E le cose a volte vanno male. Ma bisogna rischiare per ottenere grandi risultati!



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