Il lander InSight si è posato su Marte con successo



Al termine di un viaggio di 205 giorni attraverso lo spazio, il lander della NASA InSight si è posato senza difficoltà sulla superficie di Marte. Il contatto con il Pianeta Rosso è avvenuto in una parte del monotono paesaggio marziano illuminata dal Sole posta all’interno delle pianure equatoriali di Elysium Planitia.

Il team di scienziati e ingegneri, raccolti insieme presso il Jet Propulsion Laboratory in California, ha avuto la conferma che il mezzo era sopravvissuto alla complessa e insidiosa discesa sulla superficie di Marte dopo aver ricevuto una serie di dati che indicavano il successo dell’operazione. A questi ha fatto seguito una immagine inviata dallo stesso InSight che mostrava un polveroso orizzonte alieno.

“E’ bello e sporco, mi piace”, ha commentato Bruce Banerdt, il principale referente della raccolta di dati da InSight. “Questo spiega bene perché viene piazzata una copertura anti polvere sulla videocamera”.

Perché il successo possa dirsi davvero completo occorre però che InSight riesca a dispiegare i suoi pannelli solari, e la conferma che questa operazione sia riuscita si potrà avere solo nelle prossime ore.

Se, come si spera, ci riuscirà,

il mezzo spaziale sarà ufficialmente il membro più recente che si va ad aggiungere alla flotta d’elite di robot interplanetari che stanno attualmente esplorando il Pianeta Rosso. Tra questi anche Mars Reconnaissance Orbiter, che ha monitorato la discesa di InSight.

“Sono molto, molto contento del fatto che pare siamo scesi su un punto di terreno estramemente piatto e rassicurante, è esattamente ciò di cui avevamo bisogno”, dice Tom Hoffman, il project manager di InSight.

Il viaggio di InSight ha preso il via a oltre 480 milioni di chilometri di distanza lo scorso 5 maggio dalla stazione di lancio della Vandenberg Air Force Base, in California. Protetto all’interno del suo guscio il mezzo spaziale è sfrecciato nello sistema solare trovando la rotta grazie ad un sensore stellare.

Lo scorso 25 novembre, poche ore prima del contatto con la superficie marziana, il team che seguiva e guidava InSight dalla Terra lo ha indirizzato lungo una traiettoria che gli ha permesso di arrivare su Elysium Planitia, una anonima pianura scelta appositamente in quanto ben assolata, vista la sua posizione all’Equatore, e per la monotonia della sua formazione geologica, in grado di offrire la situazione migliore per la sistemazione degli strumenti.


L’esultanza dell’ingegnere Kris Bruvold e dei suoi colleghi nel momento del contatto sulle superficie di Marte del lander InSight. Fotografia di Al SEIB / POOL / AFP

Una volta fatto ingresso nell’atmosfera, il team ha potuto solo assistere a quanto accadeva, senza poter più intervenire, sperando che i comandi preprogrammati fossero stati impostati a dovere.

Uno scudo anticalore ha impedito che InSight bruciasse nella rarefatta atmosfera marziana mentre precipiatava alla velocità di quasi 20.000 km/h.
Un minuto dopo circa, il mezzo ha aperto un paracadute che l’ha frenato fino a portarlo ad una velocità di 215 km/h.

A quel punto lo scudo termico è saltato via e il radar di bordo ha iniziato a cercare un posto dove toccare il suolo. Ancora un po’ e InSight si è liberato del paracadute, ha continuato a scendere in caduta libera, e poi ha acceso i controrazzi per rallentare la velocità di discesa fino ad appena 8 km/h.

Da quando è entrato in contatto con l’atmosfera, fino a quando ha dischiuso le “zampe” del robot sul terreno, sono trascorsi in tutto 6 minuti e 45 secondi.

“E’ stata un’esperienza emotiva incredibile”, rievoca Hoffman. “Avevamo appena sette minuti a disposizione per sopravvivere ed è incredibilmente difficile da descrivere, il mio cuore ha smesso di battere”.

Quando i pannelli solari saranno sistemati, InSight inizierà a mettersi al lavoro. Nel corso di un anno marziano svolgerà un compito abbastanza differente dalle altre missioni marziane che si sono concentrate sulle vallate scoscese del pianeta, sui suoi grandi vulcani e i segni di antiche presenze di acqua. 

Questa missione intende raggiungere il cuore di Marte per misurare la dimensione del nucleo del pianeta e i suoi strati interiori. Per farlo conterà sugli eventi sismici, tremori che spesso sono causati dalla stessa forza tettonica che ha plasmato le sue bellissime montagne e vallate.

Uno degli obiettivi prinicipali di InSight è scoprire quanto sia intensa l’attività sismica di Marte, spiega Renee Weber del Marshall Space Flight Center della NASA.

“E’ qualcosa che non conosciamo”, dice. Weber ritiene che Marte si collochi in qualche punto a metà strada tra la Terra e la Luna per quanto riguarda l’intensità dell’attività tettonica.

Parcheggiato sulla superficie marziana, InSight resterà in attesa di cogliere quei segnali. Nel corso dei prossimi mesi disporra i suoi strumenti, incluso un sismometro particolarmente sensibile che dovrebbe essere in grado di cogliere una grande varietà di eventi sismici, sia quelli prodotti dalle attività dello stesso pianeta, sia quelli prodotti dall’impatto dei meteoriti.
 

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