I vegetariani vivono più a lungo

I vegetariani vivono più a lungo

Mangiare “verde” fa bene alla salute. L’American Dietetic Association ha recentemente ribadito che le diete vegetariane, purché correttamente bilanciate, comportano molteplici benefici per la nostra salute, e i dati scientifici degli ultimi studi in proposito confermano che i vegetariani godono di salute migliore rispetto agli altri. Questo perché, dal punto di vista nutrizionale, un’alimentazione vegetariana riduce l’assunzione di acidi grassi saturi, colesterolo e proteine animali, a favore di un maggior consumo di fibre, magnesio, potassio, acido folico e antiossidanti come le vitamine C ed E.

In particolare, una dieta che riduce sensibilmente o elimina del tutto cibi di origine animale sembrerebbe in grado di ridurre considerevolmente l’incidenza di gravi patologie quali tumori, ipertensione, arteriosclerosi, infarto, ictus, diabete e altre malattie che costituiscono le principali cause di mortalità nei paesi industrializzati.

Anche gli italiani stanno prendendo sempre maggiore consapevolezza di questo fatto. E se, fino a qualche tempo fa, la dieta vegetariana era perlopiù conseguenza di convinzioni filosofiche, religiose o ambientalistiche, sempre più persone, oggi, la scelgono per ragioni di salute.

Troppe proteine: i rischi

Quali sono dunque i benefici di una dieta vegetariana? Per prima cosa, si riducono gli eccessi proteici, come ci spiega il Dott. Ivo Pulcini, medico specializzato in Medicina dello sport e Alimentazione. “La società occidentale consuma troppe proteine e, purtroppo, soprattutto di origine animale. Il fabbisogno medio, scientificamente provato, di una persona è di 1 grammo di proteine (sia animali che vegetali) per chilo di peso al giorno. E i chili andrebbero calcolati non sul peso reale, ma su quello ideale: quindi, un uomo che pesa 120 chili ma dovrebbe pesarne 80 dovrebbe introdurre ogni giorno solo 80 g di proteine”. È facile “sforare”, visto che le nostre tavole sono ricche di cibi proteici. Tutte le proteine che introduciamo in eccesso fanno sentire i loro effetti negativi  sull’apparato digerente e sul fegato. “Un surplus proteico,  in particolare quando parliamo di quello di origine animale, predispone lo stomaco alla gastrite, e nel lungo periodo può portare anche al tumore”, prosegue il Dott. Pulcini. “Mentre il fegato si trova a dover smaltire tutte le sostanze azotate conseguenti al metabolismo delle proteine, e non sempre ce la fa. A quel punto, i residui non demoliti dal fegato diventano tossici, e si accumulano prima nel cervello e poi nei reni, che devono fare a loro volta un superlavoro per eliminarli”.

Dieta come prevenzione

Altri vantaggi della dieta vegetariana sono la miglior digeribilità dei cibi, perché costituita da alimenti con un basso tasso di acidità, e un intestino che funziona di più, poiché si privilegiano sostanze ricche di fibre, come frutta e verdura. “Senza contare che un eccesso di proteine animali comporta una maggior perdita di calcio dalle ossa, con conseguente osteoporosi”, precisa il nostro consulente. “Insomma, alla fine, a risentire di un eccesso di consumo di carne è un po’ tutto l’organismo. Anche senza arrivare a eliminare del tutto la carne dalla nostra dieta, è confermato che chi segue un’alimentazione più bilanciata e meno ricca di proteine e grassi animali ha minori probabilità di ammalarsi”.

L’equilibrio?

La domanda che tutti i “non vegetariani” si pongono è: se non mangio carne né pesce, da dove prenderò le proteine che comunque devo introdurre nella dieta? La riposta è affidata al nostro specialista. “Possiamo sostituire la carne e il pesce con alimenti che contengono proteine vegetali, rispettando sempre la stessa quantità consigliata (1 g per kg di peso corporeo al dì). La maggior parte di coloro che seguono una dieta vegetariana sono latte-ovo-vegetariani, il che vuol dire che mangiano anche latte e latticini, miele e uova, che offrono all’organismo proteine nobili.

Poi ci sono tanti altri alimenti ricchi di proteine nel mondo vegetale: i legumi, innanzitutto, che sono anche ricchi di ferro, altra sostanza che non necessariamente dobbiamo assumere dalla carne.

E ancora frutta secca, semi oleosi, lievito secco. Senza dimenticare che anche i cereali sono discrete fonti di proteine, soprattutto se integrali”.

Il discorso cambia nel caso di una dieta vegana, perché venendo a mancare uova, latte e tutti i prodotti derivati, c’è il serio rischio di andare incontro a qualche carenza nutrizionale. “Soprattutto, vengono a mancare minerali come zinco, ferro, calcio”, precisa il Dott. Pulcini. “Una dieta vegana non è impossibile da seguire, ma andrebbe sempre fatta sotto controllo medico e mai di testa propria!”

Dieta “veg”: per tutti?

Spesso, le mamme vegetariane vorrebbero far seguire una dieta priva di carne anche ai loro bambini. Ci sono controindicazioni? “In questo caso, è sempre bene seguire il consiglio di un medico competente, per evitare che si verifichino carenze pericolose nella delicata fase della crescita; ma, in genere, anche i bambini possono mangiare vegetariano”. Ovviamente, si parla di bambini dopo lo svezzamento. Una dieta a basso consumo di carne o direttamente vegetariana, se ben equilibrata, può essere seguita in ogni fase della vita, anche in gravidanza e durante l’allattamento. E persino dagli sportivi. A confermarcelo è lo stesso Dott. Pulcini, che segue da vicino la preparazione di atleti e calciatori, in qualità di medico di diverse società sportive. “Nel mondo dello sport, i  vegetariani, sono una minoranza, ma ci sono. Nel loro caso, la pasta la fa da padrone nei pasti principali della giornata, e con l’aiuto di qualche integratore, la dieta vegetariana è compatibile con l’agonismo sportivo; anzi, alleggerendo la digestione, un pasto senza carne è persino consigliato, prima di una prestazione. La escluderei solo nel caso di sport di potenza, come il sollevamento pesi”.

Il verdetto finale

Alla luce degli studi condotti finora, la scelta più oculata è quella di ridurre il consumo di carne e alimenti conservati, scegliere cereali integrali e optare per frutta e verdura rigorosamente biologiche: meglio ancora se si riesce a coltivare il proprio orticello nel giardino o sul terrazzo.