I primi esseri umani in India sono sopravvissuti a un supervulcano?



Presso il sito di scavo di Dhaba nello stato del Madhya Pradesh, antichi utensili appaiono in strati di sedimenti risalenti a una data compresa tra circa 80,000 e 65,000 anni fa. Secondo un nuovo studio di Nature Communications, lo stesso tipo di utensili continuarono a essere utilizzati anche dopo l’eruzione, dunque lo studio asserisce che la popolazione doveva esser sopravvissuta alle ripercussioni dell’eruzione del Toba.  

“Secondo la grande teoria, la supereruzione del Toba ha generato un inverno vulcanico che ha portato alla glaciazione rimodellando l’ecosistema e avendo un impatto tremendo sull’atmosfera e sul paesaggio”, dice Michael Petraglia, antropologo presso l’Istituto Max Planck per la scienza della storia umana. Ma questo gruppo di studio non ha trovato nel sito di Dhaba prove di un impatto così grande sul paesaggio.

“La questione è molto più sottile di quello che si pensava” dice Petraglia. “Non significa che non ci sia stato un cambiamento ecologico, ma questi cacciatori-raccoglitori avrebbero potuto adattarsi ai cambiamenti”. Gli autori dello studio ritengono i manufatti indiani simili a degli utensili precedentemente trovati in alcuni siti dell’Africa, dell’Australia, e della penisola arabica che risalgono al periodo centrale dell’età della pietra africana, ovvero tra circa 285 mila e 50 mila anni fa.

Stando alle similitudini tra queste tecnologie di utensili, il gruppo suggerisce che il sito offra ancora più prove dello spostamento dell’Homo Sapiens fuori dall’Africa in un periodo antecedente a quello immaginato.

Indizi delle prime migrazioni

Una prova genetica suggerisce che gli uomini moderni siano i discendenti di un’ondata di Homo sapiens che lasciò l’Africa in un periodo compreso tra 80 mila e 50 mila anni fa, anche se le altre popolazioni rimasero in Africa. Ma i fossili trovati di recente a Israele che sembrano essere uomini moderni risalgono a più di 120 mila anni fa. Queste scoperte hanno indotto i ricercatori a cercare più indizi di come i piccoli gruppi di uomini possano aver lasciato l’Africa.

Quando Petraglia è andato in India all’incirca 15 anni fa, in cerca di prove di precoci migrazioni umane, si aspettava di trovare manufatti del paleolitico superiore – manufatti in pietra simili a quelli usati dall’Homo sapiens in Europa circa 45 mila anni fa. Invece, il suo gruppo ha scoperto utensili in pietra molto più antichi a Dhaba, il che suggerisce che i primi esseri umani camminarono per migliaia di chilometri dall’Africa all’India molto prima di quanto si pensasse. 

Questo nuovo studio fornisce un’ulteriore prova contro il credo un tempo popolare secondo cui l’eruzione del Toba decimò la popolazione umana e interruppe le migrazioni nel mondo, dice Jayne Wilkins, antropologa presso l’Australian Research Centre for Human Evolution presso Griffith University, che non è stata coinvolta nella ricerca. Uno studio del 2018 ha similmente mostrato il continuo utilizzo di utensili in Sud Africa all’incirca al tempo dell’eruzione del Toba, e questo sito in India è di circa 5 mila chilometri più vicino al vulcano rispetto al sud Africa – quindi le condizioni potrebbero essere state significativamente più proibitive per la sopravvivenza.

 “I dati di nuovi siti archeologici come Dhaba mostrano che a partire da circa 74.000 anni fa, i primi cacciatori-raccoglitori erano resilienti nei confronti dei maggiori eventi climatici, aiutati da complesse tecnologie, reti sociali e altre sofisticate strategie di adattamento culturale”, dice Wilkins in una mail. “Se questa sia esattamente la stessa popolazione non è possibile dirlo, ma basandoci sulle informazioni disponibili, è una teoria ragionevole”.

Frammenti di dubbio

In ogni caso, altri esperti sono più critici in merito alle conclusioni dello studio. “Non sono entusiasta di questa ricerca”, dice Stanley Ambrose, antropologo presso l’Università dell’Illinois che ha studiato tecnologie degli strumenti, geologia, ed evoluzione umana sin dagli anni ’80.

Ambrose ha collaborato con Petraglia nel 2010  a uno studio sugli utensili trovati in India meridionale, che similarmente indica un proseguimento abitativo dopo l’eruzione, e ha scritto un articolo nel 1998 che suggeriva che il Toba potesse aver avuto un impatto sull’evoluzione dell’Homo sapiens.

“Ho le ceneri del Toba nel mio laboratorio, nelle pieghe dei miei stivali, nella mia testa”, dice Ambrose. “Quel luogo mi è piuttosto familiare”.

UN MESSAGGIO SEGRETO DAL PASSATO

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