Gli scienziati stanno studiando il “misterioso battito” di Marte



Le analisi suggeriscono che il ronzio di Marte non è correlato ai forti venti che imperversano sul pianeta, e sembra intensificarsi con le scosse dei martemoti. L’effetto è un po’ quello di far suonare una campana gridandoci contro, spiega Joshua Carmichael, geofisico del Los Alamos National Laboratory, che non ha partecipato alla ricerca.

La nostra voce è un mix di frequenze, e se una corrisponde alla risonanza della campana, un urlo può farla suonare. Forse il bisbiglio di Marte è correlato alla zona geologica sottostante a InSight, che in qualche modo amplifica quel particolare tono, dice Banerdt. InSight si trova in un antico cratere, riempito di sabbia e polvere, che potrebbe risuonare, intrappolando le onde delle scosse.

Tuttavia, la struttura non viene colpita dai venti turbolenti e il bacino sembra essere troppo piccolo per generare questo particolare suono, continua Banerdt. Il ronzio e le scosse potrebbero provenire da due fonti distinte, afferma Hicks. Il lander InSight stesso potrebbe causare la misteriosa risonanza, aggiunge Banerdt. “È molto complicato,” dice Banerdt, “non abbiamo nessuna idea condivisa su cosa sia”.

Rivelazioni magnetiche

Oltre a rivelare stranezze sull’attuale attività sismica di Marte, i dati più recenti ricevuti da InSight hanno svelato qualcosa di inatteso sul campo magnetico del pianeta: il campo che circonda il lander è 10 volte più forte di quanto previsto dai satelliti.

Sulla terra il campo magnetico è dato dalla cosiddetta geodinamo, creata dall’agitazione del nucleo di ferro fuso all’interno del nostro rotante pianeta, a quasi 3.000 km sotto i nostri piedi. Questa “agitazione” genera un campo magnetico globale che circonda il pianeta e lo protegge dalla radiazione solare.

Anche Marte una volta aveva una geodinamo, ma si è fermata miliardi di anni fa, forse consentendo ai venti solari di portare via quella che prima era una spessa atmosfera. Oggi rimangono solo frammenti di quello che era il magnetismo di Marte, sotto forma di minerali magnetici bloccati nelle rocce del pianeta. Il pianeta oggi è un patchwork di campi magnetici di varia intensità sparsi sulla sua superficie.

I veicoli spaziali orbiter hanno fornito una vaga immagine di tale patchwork magnetico, sorvolando sul suolo. Ma ora InSight ha fornito l’equivalente di un’immagine ad alta risoluzione, e il campo magnetico è molto più intenso del previsto. La misurazione del lander è un singolo punto dati, ma l’informazione potrebbe aiutare a scoprire la forza della passata geodinamo di Marte, che a sua volta potrebbe rispondere a domande su quando e perché Marte è passato da essere un mondo caldo e umido a un globo freddo e secco.

“Questa misurazione è stata il primo piccolo assaggio – un singolo punto dati – di quanto più forte potrebbe essere la magnetizzazione,” dice Robert Lillis, fisico planetario all’Università della California, Berkeley che non ha partecipato al team di studio. I nuovi studi forniscono un indizio stuzzicante sull’età della geodinamo: i ricercatori hanno tracciato i segnali verso un’unità rocciosa a chilometri nel sottosuolo che si pensa abbia circa 3,9 miliardi di anni — circa 200 milioni di anni più giovane del periodo in cui si pensa si sia spenta la geodinamo di Marte.

La geodinamo è stata attiva nel nucleo di Marte per più tempo di quanto si è finora creduto? È difficile affermarlo con certezza, dati i tanti dubbi sui tempi delle unità rocciose, avverte Catherine Johnson, prima autrice del nuovo studio sui campi magnetici di Marte e geofisico all’Università della Columbia Britannica e al Planetary Science Institute. Ma forse le prossime scoperte di InSight ci offriranno più indizi.

Il misterioso battito

InSight ha rilevato anche un magnetismo oscillante stratificato sul campo magnetico costante di Marte: cambiamenti tra il giorno e la notte e segnali di occasionali tremiti più deboli. Le variazioni diurne del campo magnetico sono comuni, sulla terra. Sul lato illuminato del nostro pianeta, l’irradiazione solare colpisce l’alta atmosfera, creando particelle caricate che interagiscono con i venti e le linee del campo magnetico della terra per generare correnti elettriche.

Ne deriva che sul lato “a giorno” del nostro pianeta il campo magnetico riceve una “spinta” extra, mentre il lato “a notte” è leggermente più debole. Questo schema diurno si osserva anche su Marte; un aspetto che gli scienziati non si aspettavano di rilevare, dalla superficie. Il campo magnetico marziano sembra avere periodi più brevi di oscillazione che si verificano proprio intorno a mezzanotte e a volte durante l’alba o il crepuscolo.

Non si verificano tutti i giorni, e lo schema sembra non avere ritmi o motivi, commenta Johnson. L’invisibile direttore di questa orchestra magnetica si trova probabilmente molto più in alto della superficie del pianeta rosso. Correnti di particelle caricate dal sole scorrono intorno al pianeta, parzialmente deviate dalla debole atmosfera di Marte e dal suo campo magnetico “spezzettato”.

La turbolenza di tali venti solari potrebbe generare onde nel campo magnetico di Marte e questo processo o effetti similari potrebbero essere la fonte delle pulsazioni che InSight misura sulla superficie. “Non riusciamo a capire da dove vengano”, dice Johnson. Il confronto delle analisi di InSight sul suolo e di un orbiter di nome MAVEN in cielo potrebbe aiutare a risolvere il caso.

Nel frattempo, tutti i dati da InSight dei nuovi studi ora sono pubblicamente disponibili, e nuovi batch continuano ad essere pubblicati ogni tre mesi. Banerdt spera che altri scienziati si uniranno al team per studiare attentamente i dati a disposizione. “Più menti ci sono a studiare la situazione,” dice, “maggiore è la probabilità di giungere a qualche buona conclusione”.

Intanto, negli ultimi giorni, è stato notato un misterioso foro su Marte, lungo il versante occidentale del vulcano Pavonis Mons. Potrebbe trattarsi dell’entrata di una caverna e alcuni scienziati pensano che potrebbero esserci anche tracce di vita. 

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