Foto Sulcis in fundo – 1 di 26



Alle 3:00 dell’8 ottobre 2016, un raid aereo condotto verosimilmente dalla coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita ha colpito il villaggio di Deir Al-Hajari, situato nello Yemen nord-occidentale. L’attacco aereo ha ucciso una famiglia di sei persone, tra cui una madre incinta e quattro bambini.

“Vi chiedo di informarvi di più su cosa succede in Yemen. Di ripensare agli investimenti e alle loro conseguenze. Penso che se sapeste quanti bambini muoiono non fareste questo lavoro”. Bonyan Gamal (nella foto), giovane donna yemenita membro dell’ONG “Mwatana for Human Rights”, la fa semplice, ma l’impressione è che nessuno le ha spiegato perchè oggi si trovi proprio ad Iglesias, e perchè l’RWM (la fabbrica che produce le bombe usate in Yemen) si trovi proprio qui, nel Sulcis-Iglesiente, una delle aree più depresse d’Europa con i suoi 30.000 disoccupati su 130.000 abitanti.

Nessuno le ha spiegato che qui, da quando hanno chiuso gli impianti industriali, il lavoro è la merce più rara, vale più delle vite altrui. «Coloro che preferisco sono quelli che lavorano duro, secco, sodo, in obbedienza e possibilmente in silenzio» è il messaggio firmato da Benito Mussolini coi caratteri tipografici dell’epoca e posto all’ingresso della miniera di Serbariu, oggi periferia sud-est di Carbonia.

Nel Novecento le miniere della zona erano novantaquattro si estraeva piombo, zinco, rame e ferro, manganese e antimonio, antracite e lignite. Nel 1927 i minatori erano quasi 15 mila.

La miniera ha forgiato gli uomini di questo territorio. La fatica e il sudore, la solidarietà e la condivisione, la soddisfazione e la sofferenza, la silicosi e le pensioni, la miniera era la maestra di vita, e come se fosse stata una persona, zio Mario si commuove ancora prima di iniziare a raccontarla.

La miniera ha lasciato i buchi nelle rocce e il vuoto nelle persone, oltre a centinaia di ettari di detriti inquinanti mai bonificati.  (continua>>)

Nella foto: “Vi chiedo di ripensare agli investimenti e alle loro conseguenze” . Nel Sulcis si producono le bombe che l’Arabia Saudita usa contro lo yemen, per questo Bonyan Gamal e la sua ONG “Mwatana for Human Rights” hanno denunciato lo stato italiano.

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