Foto Scoperta a Giza la tomba di due sacerdoti dell’Antico Regno – 1 di 16



Sabato 4 maggio, alla presenza di giornalisti e ambasciatori da tutto il mondo, il ministro delle Antichità egiziane Khaled el-Anany ha annunciato l’ennesima importante scoperta effettuata da una missione locale, in questo caso in una delle zone più iconiche per la storia del Paese.

Nell’area sud-orientale della necropoli di Giza – proprio dove il celebre egittologo Zahi Hawass, presente alla conferenza stampa, ha scavato le sepolture dei costruttori delle piramidi – il team diretto da Mostafa Waziry, segretario generale del Supremo Consiglio delle Antichità, ha individuato diverse tombe e pozzi risalenti all’Antico Regno. Tra queste, la più antica si data alla prima metà della V dinastia (2500 a.C. circa) e apparteneva in origine a due alti funzionari legati probabilmente da un vincolo di parentela.

I nomi sono iscritti in geroglifico sulle pareti di calcare: il primo, Pehenuika, si fregiava di 7 titoli tra cui giudice, anziano della corte, sacerdote di Maat e preposto alla purificazione dei faraoni Chefren, Userkaf, Niuserra e Neferirkara Kakai; anche il secondo, Nui, era legato al culto di Chefren oltre ad essere “Sovrintendente ai nuovi insediamenti”. A uno dei due apparteneva una statua di gruppo di calcare (foto 4), purtroppo senza iscrizioni, che rappresenta il defunto in compagnia della consorte e di un figlio.

La tomba è stata poi riutilizzata quasi 2000 anni dopo, dalla fine del III Periodo Intermedio e in Epoca Tarda (dal VII sec. a.C.), con la deposizione di diversi sarcofagi antropoidi che conservano ancora alla perfezione i colori e le relative mummie al loro interno.

Tra gli oggetti del corredo ritrovati, spiccano ushabti, amuleti, gioielli in oro, maschere funerarie dipinte, statuette in legno e vasi in pietra e ceramica.

Nella foto: la tomba, contiene numerosi sarcofagi antropoidi. Fotografia di Mohamed Abd El Ghany / Reuters

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