Foto Plovdiv, l’altra Capitale europea della cultura – 1 di 15



Il teatro romano di Plovdiv

Gatti. Meravigliosi gatti ovunque. Forse perché hanno sette vite, come sette sono i colli su cui poggia questa antichissima città. O, forse, i gatti di Plovdiv sono l’ultimo lascito dell’impero ottomano, qui ancora riconoscibile, molto più che a Sofia o nel resto della Bulgaria, tra impianto urbano, abitudini e architetture. Sette, e più, sono anche le vite di questa antichissima città. La cosa non ci stupisce, se ci prendiamo la briga di guardare la sua posizione su una carta geografica, e se facciamo lo sforzo di sovrapporla a una mappa antica.
Il puntino rosso cade su una delle più importanti vie di comunicazione tra Occidente e Oriente, a soli quattrocento chilometri da Bisanzio, o Costantinopoli, o Istanbul, a seconda della mappa che avete sottomano.

Plovdiv è più antica di Roma, più antica di Atene; coeva di Troia e di Micene, porta con fierezza i suoi oltre settemila anni di storia, di ferite e di cicatrici, il ricordo dei suoi molti nomi: Eumolpia, Filippopoli, Pulpuveda, Trimontium, Plovdiv, Filibe, poi di nuovo Plovdiv. Ricorre il sette, come le sue vite, e quelle dei suoi gatti… 
Ma Plovdiv vuole andare oltre, e quest’anno si è regalata una nuova vita: insieme alla nostra Matera è stata eletta Capitale della Cultura 2019 con oltre 300 iniziative e 500 eventi ideati sotto il claim “Together” (insieme), un’idea universale che prende spunto e forza proprio dalla sua millenaria eredità storica e culturale. 
(Continua »)

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