Foto Il dinosauro nel salotto – 1 di 14



In blue jeans e stivali da cowboy, seduto a bordo piscina in un motel di Tucson, in Arizona, un chirurgo parla tutto infervorato di crani fossilizzati. Se n’è portato uno sull’aereo, nel bagaglio a mano, ed è elettrizzato mentre descrive il perfetto stato di conservazione della scatola cranica e dei fori dove passavano i nervi.

«Si vede ancora il nervo ottico». Lo dice come se l’ex proprietario del cranio fosse vivo. «E si vedono anche il nervo abducente, quello che fa muovere lateralmente l’occhio, e il nervo trigemino, che dà sensibilità alla pelle della faccia».

Chiede di restare anonimo, il chirurgo. Possedere una collezione di crani fossili lo rende felice ma anche un po’ nervoso, come molti dei collezionisti che insieme a lui sono arrivati in città per il Tucson Gem and Mineral Show. Lui si sta costruendo un “museo privato” che ospiterà i suoi crani e sorride al pensiero di poterli esporre in ordine cronologico: il cranio di 91 centimetri di Allosaurus, quello di Elasmosaurus, una mostruosa creatura marina, e quello di Pteranodon, il più completo finora scoperto.

Oggi il collezionismo di fossili è diffuso. C’è chi, come il chirurgo (che compra fossili grezzi e passa il tempo libero a ripulirli meticolosamente), lo fa con una serietà da autentico paleon- tologo, e chi sostanzialmente non fa altro che assecondare una passione fanciullesca.

Tra i collezionisti di fossili ci sono alcune delle persone più ricche del mondo, come il costruttore e immobiliarista cinese che incontro a Tucson mentre contratta il prezzo di un grosso rettile marino, un Ichthyosaurus, offerto a 750 mila dollari. Anche lui manifesta un certo nervosismo mentre si dirige un po’ contrariato verso uno Stegosaurus da 3 milioni di dollari. (continua>>)


Nella foto:
Un Othnielosaurus – specie di piccole dimensioni vissuta circa 150 milioni di anni fa sui territori oggi occupati dagli Stati Uniti – sembra essere pronto a balzare dal tavolo su cui è esposto, nella casa londinese del collezionista Niels Nielsen (che nella foto sale le scale con in braccio il figlio più piccolo). «Ho una vera passione per i fossili», dice Nielsen. Il suo primo acquisto è stato un dente di T. rex, a cui poco dopo si è aggiunto un T. rex intero. Adesso sia il T. rex che l’Othnielosaurus sono stati dati in prestito a musei europei.
«Mi piace lavorare con i musei», dice Nielsen, dirigente nel settore finanziario e immobiliare, «perché così possono esibire fossili spettacolari che non sarebbero in grado di acquisire». 

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