Foto Anthropocene, la mostra al Mast di Bologna – 1 di 18



Coal Mine #1, Nordreno-Vestfalia, Germania 2015
Fotografia di © Edward Burtynsky, per gentile concessione Admira Photography, Milano/ Nicholas Metivier Gallery, Toronto

Alla Fondazione MAST [Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia] di Bologna, fino al 22 settembre è possibile visitare la mostra “Anthropocene” che indaga l’impatto dell’uomo sul pianeta attraverso le immagini di Edward Burtynsky, i filmati di Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier e le esperienze immersive di realtà aumentata.

Il progetto “Anthropocene” viene descritto nella presentazione come “un’esplorazione multimediale che documenta l’indelebile impronta umana sulla Terra: dalle barriere frangiflutti edificate sul 60% delle coste cinesi alle ciclopiche macchine costruite in Germania, dalle psichedeliche miniere di potassio nei monti Urali in Russia, alla devastazione della Grande barriera corallina australiana, dalle surreali vasche di evaporazione del litio nel Deserto di Atacama alle cave di marmo di Carrara e ad una delle più grandi discariche del mondo a Dandora, in Kenya”.

Anthropocene, è frutto della collaborazione quadriennale tra gli autori, il fotografo Edward Burtynsky e i registi e videomaker Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier che, combinando arte, cinema, realtà aumentata e ricerca scientifica, documentano i cambiamenti che l’uomo ha impresso sul pianeta e testimoniano gli effetti delle attività umane sui processi naturali.

Il progetto si basa sulla ricerca del gruppo internazionale di scienziati “Anthropocene Working Group” impegnato nel raccogliere prove del passaggio dall’attuale epoca geologica – l’Olocene, iniziata circa 11.700 anni fa – all’Antropocene (dal greco anthropos, uomo).
Una ricerca volta a dimostrare che gli esseri umani sono diventati la singola forza più determinante sul pianeta, causa delle sue grandi trasformazioni mediante attività come l’agricoltura, l’estrazione mineraria, l’industrializzazione e l’urbanizzazione; e ancora la proliferazione delle dighe e la frequente deviazione dei corsi d’acqua; l’eccesso di CO2 e l’acidificazione degli oceani dovuti al cambiamento climatico; la presenza pervasiva e globale della plastica, del cemento e di altri tecno-fossili; un’impennata senza precedenti nei tassi di deforestazione ed estinzione: queste incursioni umane su scala planetaria – argomentano gli scienziati – sono così pesanti che i loro effetti sono destinati a perdurare e a influenzare il corso delle ere geologiche.

La mostra utilizza diversi mezzi espressivi in quattro distinte sezioni. Trentacinque fotografie di grande formato di Edward Burtynsky. Quattro murales ad alta risoluzione, in cui si abbinano tecniche fotografiche e filmiche, che evidenziano il lavoro sinergico dei tre artisti: grazie a brevi estensioni video di Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier integrati in queste enormi fotografie, i visitatori possono esaminare nei più minuti dettagli e in modo immersivo la complessità delle incursioni umane sulla Terra attraverso la App AVARA (scaricabile gratuitamente su Apple App Store e Google Play, sul proprio smartphone/tablet o sui tablet messi a disposizione da MAST).

Tredici videoinstallazioni HD curate dai due registi offrono vivide riflessioni sull’Antropocene, sui singoli scenari che lo rappresentano, e favoriscono la comprensione della portata e dell’impatto del fenomeno. Nel percorso espositivo si trovano inoltre tre installazioni di Realtà Aumentata [RA] che ricreano su smartphone e tablet un modello fotorealistico tridimensionale a grandezza naturale di impressionante verosimiglianza, consentendo ai visitatori di tutte le età di “toccare con mano” alcuni degli effetti devastanti causati dal dominio dell’uomo sulla terra come l’estinzione di una specie animale

Il progetto ha debuttato in Canada nel settembre 2018 con il film “Anthropocene: The Human Epoch” proiettato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival e con la mostra allestita in contemporanea all’Art Gallery of Ontario di Toronto (AGO) e alla National Gallery of Canada di Ottawa (NGC) organizzata in partnership con la Fondazione MAST.

Hanno co-curato la mostra: Urs Stahel, che cura sia la PhotoGallery sia la collezione di Fondazione MAST, Sophie Hackett e Andrea Kunard rispettivamente curatrici della Fotografia dell’Art Gallery of Ontario di Toronto e della National Gallery of Canada di Ottawa.
[tratte dalla collezione di Fondazione MAST o provenienti da musei, archivi e raccolte private], che raccontano il settore produttivo, le comunità dei mestieri e l’occupazione in genere.

Informazioni sintetiche sulla mostra:

ANTHROPOCENE
immagini e filmati di:
Edward Burtynsky, Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier
a cura di:
Sophie Hackett, Andrea Kunard, Urs Stahel
dove:
MAST, via Speranza 42, 40123 Bologna
quando: dal 16 maggio al 22 settembre 2019
biglietti:  Ingresso gratuito
Orari di apertura: dal Martedì alla Domenica, dalle 10.00 – 19.00
Sul web: www.anthropocene.mast.org –  https://theanthropocene.org/MAST.

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