El Chapo condannato a New York, rischia l’ergastolo






Dopo sei giorni la giuria ha emesso il verdetto, per la condanna il re del narcotraffico dovrà aspettare il 25 giugno

El Chapo condannato a New York, rischia l'ergastolo

Il “Signore della droga” messicano, Joaquin “El Chapo” Guzman è stato condannato al termine del processo svoltosi a Manhattan e ora rischia l’ergastolo in un carcere di massima sicurezza statunitense. Il verdetto e’ stato raggiunto dopo sei giorni di camera di consiglio. El Chapo e’ stato ritenuto colpevole per tutti i dieci capi d’accusa, dalla partecipazione a un’associazione di criminalita’ organizzata al traffico di droga, passando per il riciclaggio di denaro sporco fino all’uso e al traffico di armi. Ora sara’ il giudice a stabilire la condanna. Che arriverà il prossimo 25 giugno. In aula anche la moglie del narcotrafficante che non ha mai saltato un’udienza in tre mesi

Alla lettura della sentenza l’aula del tribunale di Brooklyn è sprofondata in un silenzio carico d’attesa, ma, sul viso del famigerato capo del cartello di Sinaloa, oggi 61enne, non c’era traccia di emozione. Il giudice Brian Cogan ha confermato il verdetto delle otto donne e dei quattro uomini della giuria: anonimi e parzialmente sequestrati durante tutta la durata del processo, hanno ascoltato testimonianze durissime che, come la sceneggiatura di una crime story sanguinolenta, raccontavano di torture. omicidi, episodi di corruzione a tutti i livelli del governo messicano, 13enni usate “come vitamine”, fughe rocambolesche in tunnel sotterranei, fucili mitragliatori  placcati d’oro e pistole con le iniziali tempestate di diamanti. Mike Vigil, ex capo delle operazioni internazionali per la Drug enforcement administration degli Stati Uniti, ha commentato cosi’: “È stata un’enorme vittoria per lo stato di diritto, per il Messico, gli Stati Uniti e altri Paesi vittime del cartello di Sinaloa. Chapo Guzman era il piu’ grande signore della droga del mondo di tutti i tempi – ha aggiunto – superando tutti, incluso Pablo Escobar”.

Dopo la cattura cinematografica, nel 2017, El Chapo era stato estradato negli Stati Uniti. I suoi legali hanno dichiarato fino all’ultimo che è innocente e che è stato incastrato dall’altro temibile narcotrafficante, ancora in libertà, Ismael Zambada, detto El Mayo. Dopo che la giuria ha lasciato l’aula, El Chapo ha sorriso e ha salutato la moglie, Emma Coronel, 29 anni, ex reginetta di bellezza. Che ai giornalisti che le chiedevano un commento, senza scomporsi, ha risposto: “Sto bene, grazie”. Dopo la sentenza del 25 giugno, Guzman sarà probabilmente trasferito in un carcere di massima sicurezza in Colorado, chiamato l'”Alcatraz delle Montagne Rocciose” e considerato uno dei piu’ sicuri negli Stati Uniti.

 Il verdetto contro ‘El Chapo’ è stato letto come una grande vittoria per gli Stati Uniti, che non hanno ottenuto l’estradizione di Escobar, il signore della droga colombiano ucciso nel 1993 in un’operazione di polizia.
L’avvocato di Guzman, Bill Purpura,  ha detto che il suo cliente si aspettava questa decisione, ma lo ha definito un “ragazzo che non si arrende mai” e ha promesso di fare appello.
Durante il processo, il governo ha presentato 56 testimoni e reperti, comprese le intercettazioni telefoniche tra Guzman e i suoi sodali.
Alcune delle testimonianze piu’ allucinanti sono venute da un ex sicario che ha offerto macabri dettagli su atti di tortura ed esecuzioni di rivali eseguite personalmente dal suo ex capo.
L’uomo ha raccontato di aver visto Guzman lasciare un prigioniero in un pollaio per due giorni. Dopo due interrogatori, Guzman ha sparato all’uomo, prima di ordinare la sua sepoltura ancora da vivo.



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