Da quando e perché si celebra il Black History Month?



All’inizio del XX secolo lo storico Carter G. Woodson non accettava l’indifferenza del mondo nei confronti dei successi dei neri.

In una società razzista che rappresentava le persone di colore in modo distorto e fuorviante e ne ignorava i contributi, egli lavorò incessantemente per raccontare al mondo la ricchezza della loro storia. Così facendo, creò la sua eredità: Woodson è il motivo per cui gli Stati Uniti festeggiano il Mese della storia dei neri (Black History Month) a febbraio di ogni anno.

Figlio di genitori analfabeti che avevano vissuto la schiavitù, Woodson dovette lottare per farsi un’istruzione. Nato in Virginia, lavorò in un’azienda agricola a conduzione familiare e nelle miniere di carbone in West Virginia per tutta la sua giovinezza, frequentando la scuola solo in maniera sporadica. Aveva già compiuto vent’anni quando riuscì a finire la scuola superiore, ma continuò a studiare, anche in altri Stati, fino a conseguire il dottorato in storia presso l’Università di Harvard.

Col passare del tempo, Woodson si convinse sempre di più di quanto fosse importante e necessario che il mondo conoscesse meglio i contributi dei neri alla società, per contrastare i preconcetti razzisti sulle loro capacità e aspirazioni. “I negri non sono stati istruiti,” scriveva, “sono solo stati informati su cose che non gli è permesso fare”.

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