Coronavirus: i consigli di un astronauta per vivere in quarantena



In un’intervista telefonica dal centro di addestramento e ricerca spaziale di Star City in Russia, dove Cassidy si sta preparando al lancio, l’astronauta ha parlato della sua imminente missione, e di come un caos come quello causato dalla pandemia di COVID-19 potrebbe incidere sul tempo che trascorrerà nel laboratorio orbitante intorno alla terra.

Questa sarà la prima volta in cui tornerai sulla Stazione Spaziale Internazionale dal 2013. Che cosa ti aspetti? 

Sono davvero impaziente di rivedere volti familiari, fluttuare attraverso il portellone e incontrare Drew e Jessica [gli astronauti della NASA Andrew Morgan e Jessica Meir] e dargli un grande abbraccio. Sarà un bel momento. Quelle emozioni, che magari vedete in TV, e quei sorrisi, sono veri. Siamo amici e colleghi ma siamo anche esseri umani che hanno condiviso esperienze straordinarie ed emozionanti. Non vedo l’ora di vivere quei primi momenti. 

Sicuramente guardare fuori dalla navicella è fantastico ma abbiamo un tempo limitato per il passaggio delle consegne [prima che Morgan e Meir ritornino sulla Terra], quindi quella settimana voglio sapere il più possibile della loro esperienza prima di vederli scomparire pochi giorni dopo. 

Immagino che questo sia un momento piuttosto insolito per prepararsi a una missione, vista la pandemia di COVID-19. Che tipo di sfida rappresenta? 

In realtà la preparazione non è stata diversa, e la quarantena per noi membri dell’equipaggio è stata molto simile a quella che facciamo in condizioni normali. La cosa strana è che anche tutti gli altri sono in quarantena. Il concetto di distanziamento sociale non riguarda soltanto i tre membri dell’equipaggio, ma tutti quanti. 

L’altra parte che non è operativa, ma più di supporto, è cercare di navigare tra tutte le incertezze cui andremo incontro prima del lancio: amici, famiglia, personale di supporto della NASA. È stato tutto piuttosto movimentato, come sicuramente sarà stato anche per voi. 

Il distanziamento sociale sta obbligando molte persone a lavorare da casa per la prima volta. La Stazione Spaziale Internazionale è senza dubbio l’ambiente di “lavoro da casa” più estremo sulla – o “vicino” alla – Terra. Hai qualche suggerimento? 

Beh, stabilire una routine quotidiana, credo che sia la cosa principale (ride). Noi non abbiamo scelta in questo poichè la squadra di controllo della missione ci indica la nostra routine. Ma l’ho sperimentato nell’esercito durante le missioni: ci sono stati momenti durante le mie operazioni in marina in cui avevo delle pause dall’attività operativa, e abbiamo capito che era molto importante per il gruppo continuare ad avere una normale routine.   

Se ti lasci andare all’ozio, e ti alzi alle 11, non ti pettini e non ti lavi i denti, non solo hai un aspetto terribile e ti senti orribile, ma finisci anche in depressione. Quindi mantenere una routine settimanale è probabilmente la cosa principale che consiglierei. 

LE ONDE GRAVITAZIONALI NELLO SPAZIO

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