Cina, rallenta la crescita delle spese militari: +7,5% per il 2019







Il premier Li ha presentato il piano a sostegno dellʼeconomia per il 2019: taglio delle tasse per circa 300 miliardi e sostegno allʼoccupazione

Per la Cina “una sfida dura in un ambiente difficile” – La Cina deve essere “del tutto preparata per una dura sfida” dovendo affrontare nel 2019 “un ambiente difficile e più complicato” in base alle analisi degli sviluppi all’interno (la trasformazione economica) e all’esterno (le tensioni commerciali con gli Usa). E’ così che, alla 12esima pagina dell’intervento d’apertura di un’ora e mezza del Congresso nazionale del popolo, la sessione parlamentare annuale, il premier Li Keqiang ammette e mette in chiaro davanti ai quasi 3mila delegati che gli scenari non sono tra più semplici dato che i “rischi e le sfide sono più grandi e maggiori in numero e dimensioni”.

La strategia di Pechino, taglio alle tasse e sostegno all’occupazione – Di fronte al rallentamento dell’economia, il premier Li sottolinea a più riprese che lo sforzo sarà tutto teso ad assicurare la stabilità, attraverso un programma orientato alla crescita per compensare le troppe spinte al ribasso, con due pilastri portanti: il taglio delle tasse da quasi 300 miliardi di dollari e il sostegno all’occupazione.

Agli stimoli all’economia contribuiranno le amministrazioni locali che potranno emettere nuovo debito per finanziare le infrastrutture generando risorse possibili pari a 300 miliardi, secondo le ipotesi degli analisti. Sforbiciata del 3% al primo scaglione dell’Iva al 13% e dell’1% al secondo, fino al 9%.

La disoccupazione salirà nel 2019 dal 5% al 5,5% nelle aree urbane: ci saranno incentivi alle imprese che si faranno carico dei disoccupati “strutturali” e sarà potenziata la formazione professionale. Li, che promette oltre 11 milioni di nuovi posti di lavoro, parla di meno burocrazia per le imprese e un modello “neutrale” di concorrenza con le aziende di Stato (Soe).

Per le imprese straniere il Congresso si appresta ad approvare la legge di tutela della proprietà intellettuale e contro gli abusi del governo centrale, una delle misure di risposta ai malumori degli Stati Uniti. Quanto agli Usa, Li mette in guardia dall’impatto della guerra commerciale. “Onoriamo lealmente i nostri impegni e siamo risoluti nella tutela dei nostri diritti e interessi legittimi”.

L’applauso più convinto Li lo strappa alla platea quando annuncia il taglio di oltre il 20% delle tariffe ai servizi internet sulla telefonia cellulare. Gli utenti internet a fine 2018 sono cresciuti in Cina del 7,3%, a quota 829 milioni (su una popolazione di 1,395 miliardi di persone), di cui 817 milioni è la parte che usa in prevalenza o del tutto lo smartphone per navigare, pari al 98,6% dei netizen.



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