Cina, Etiopia e Indonesia fermano il Boeing 737 Max, ma l’Ue prende tempo



La Cina, l’Etiopia e l’Indonesia hanno ricevuto l’ordine di sospendere l’uso del Boeing 737 Max 8 dopo l’incidente di domenica che ha coinvolto un modello di Ethiopian Airlines. Ma l’Agenzia Ue per la sicurezza aerea prende tempo: è ancora presto per decidere. In Europa 12 compagnie in dieci Paesi differenti usano 55 modelli “incriminati”. Ritrovate le due scatole nere di cui una è danneggiata.

Dunque, in attesa che si conoscano i motivi della sciagura,  Ethiopian Airlines ha bloccato tutti gli aerei Boeing 737-8 Max.In un comunicato pubblicato sul suo profilo Twitter la compagnia spiega che “non si conoscono ancora le cause della sciagura e la decisione è presa in via precauzionale”. Stessa procedura adottata dalle autorità cinesi e dall’Indonesia

Si muove anche la Corea del Sud che ha lanciato un’indagine “precauzionale” sui Boeing 737 Max 8: un team di 4 tecnici ha visitato la Eastar Jet, compagnia locale low cost, avviando accertamenti sul pilota automatico e altri sistemi del velivolo. 

Ma l’Europa è fermaL’agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) sta “monitorando da vicino” la situazione. Lo ha detto un portavoce, sottolineando come sia troppo presto per fornire indicazioni alle compagnie europee, o per agire. Tra le compagnie che utlizzano i velivoli sotto osservazione anche la sarda Air Italy: Per noi – recita una nota –  la sicurezza dei nostri passeggeri è da sempre la principale priorità. La compagnia è in costante contatto con le autorità e seguirà le direttive con l’obiettivo di garantire un servizio improntato alla massima sicurezza del volo”. Sono otto i Boeing 737 Max 8 in flotta, i sindacati già sul piede di guerra e sollecitano provvedimenti, chiedendo “con cortese ma estrema sollecitudine che vengano fornite informazioni dettagliate sulle azioni concrete, sia di carattere operativo che tecnico ed addestrativo, messe in atto affinche’ vengano garantite nella massima sicurezza le operazioni di volo degli aeromobili interessati”.

Ritrovate le scatole nere. I dispositivi recuperati sono in particolare il “registratore di voce della cabina di pilotaggio e il registratore digitale dei dati di volo”. “Si presume che la causa dell’incidente si trovi nei dati contenuti nella scatola nera”, ha spiegato la compagnia, ricordando di aver “sospeso immediatamente le operazioni commerciali di tutti gli aeromobili Boeing 737-Max 8 dopo il tragico incidente”.



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