Caos Venezuela, arrivano gli aiuti umanitari ma i camion vengono incendiati







Protestano i sostenitori del leader dellʼopposizione, che alla frontiera con il Paese sudamericano sono stati dispersi dagli uomini di Maduro. Alcuni militari fuggiti in Colombia

Camion di aiuti incendiati – Un camion di aiuti proveniente dal Brasile è effettivamente entrato in territorio venezuelano, almeno formalmente – come ha annunciato Guaidò e confermato il ministro brasiliano degli Esteri, Ernesto Araujo -, ma a metà di sabato pomeriggio restava comunque parcheggiato a una certa distanza dal posto di blocco della Guardia Nazionale, senza che apparentemente siano stati scaricati gli aiuti. Dall’altra parte del Paese invece, al confine con la Colombia, un primo camion di aiuti che era finalmente riuscito a passare sul versante venezuelano del ponte Francisco de Paula Santander è stato incendiato dalle forze di sicurezza. Decine di persone sono accorse per prendere gli alimenti e le medicine che si trovavano sul camion, salvandoli dalle fiamme.

Scontri e tensioni si sono registrati soprattutto sul ponte Simon Bolivar, allargandosi poi rapidamente a San Antonio de Tachira e Santa Elena de Uairen, circa 13 chilometri più a sud sulla frontiera, dove almeno 12 persone sono rimaste ferite da colpi di arma da fuoco, secondo informazioni raccolte dalla testata web Cronica Uno.

Prime diserzioni nell’esercito – Durante la giornata di sabato, però, si sono moltiplicate le segnalazioni di militari venezuelani che si sono uniti alla causa dell’opposizione: almeno 13 si sarebbero rifugiati in Colombia, secondo le autorità di Bogotà, e altri casi si sono registrati in altri punti del paese, tra cui anche quello di un maggiore dell’esercito, Hugo Parra Martinez, sul ponte di Tienditas, e anche in altri punti del paese. Non a caso, Guaidò ha puntualizzato che “in questa occasione le Forze Armate non hanno partecipato alla repressione, hanno appoggiato il presidente legittimo”.

Rottura diplomatica con la Colombia – A Caracas, nel frattempo, decina di migliaia di manifestanti oppositori hanno circondato la base aerea militare di La Carlota, per esigere alle Forze Armate che permettano l’ingresso degli aiuti umanitari nel territorio venezuelano, mentre dall’altra parte della città Nicolas Maduro ha parlato durante un meeting chavista, esibendosi anche in un ballo con la moglie, Cilia Flores. “Sono pronto a continuare a governare adesso e per molti anni ancora”, ha proclamato condannando di nuovo il “golpe imperialista travestito da finti aiuti umanitari” e annunciando la rottura dei rapporti diplomatici con la Colombia, a causa della politica di Duque, che ha definito “un diavolo che odia il popolo venezuelano”, e che sta dando rifugio in queste ore proprio al nemico Guaidò.



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