Brexit, Westminster vota contro il no deal | L’Ue: “Non basta, serve un’intesa”


Brexit, Westminster vota contro il no deal | L'Ue: "Non basta, serve un'intesa"


La Camera dei Comuni ha votato contro l’opzione di una Brexit no deal dopo la bocciatura di martedì dell’accordo di divorzio raggiunto da Theresa May con l’Ue. I voti contrari all’uscita senza accordo in qualunque circostanza sono stati 321, quelli favorevoli 278. La mozione modificata da un emendamento è passata contro il volere del governo che ha subito una nuova sconfitta. Bruxelles mette in guardia Londra: “Il no deal non basta, serve un’intesa”.

L’emendamento che ha modificato radicalmente la mozione del governo – L’approvazione dell’emendamento contro il no deal, non appoggiato dal governo, ha messo nuovamente in difficoltà Theresa May. Esso è stato recepito nella mozione principale, appoggiata dalla premier, dandole però un significato più netto: un rifiuto totale del no deal. Per il governo però il no deal resta uno sbocco di default – in base a quanto previsto dai termini dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona notificato a Bruxelles per il recesso dall’Unione – in mancanza di un’intesa di divorzio ratificato o di un rinvio.

Per la May è quindi la terza bocciatura, dopo quella di martedì in cui Westminster ha respinto l’accordo raggiunto da Theresa May con la Ue. Oggi è stata allontanata definitivamente la possibilità di divorzio da Bruxelles senza un accordo.

Theresa May insiste sul no deal – L’opzione di una Brexit no deal resta lo sbocco “di default” in mancanza di un accordo o di un rinvio. Lo ha ribadito Theresa May malgrado l’approvazione della mozione anti-no deal. May ha confermato per giovedì un nuovo voto su una mozione che apra la strada a un “breve rinvio” della Brexit, legandolo però alla disponibilità della Camera ad accettare il suo accordo come testo di base. Altrimenti ha evocato un rinvio a più lungo termine con l’inevitabile partecipazione britannica alle elezioni europee di maggio.

Corbyn: “Parlamento prenda il controllo” – La nuova sconfitta governo di Theresa May sulla mozione anti-no deal segna la necessità che sia “il Parlamento a prendere il controllo” del processo verso la Brexit. Lo ha detto il leader dell’opposizione laburista, Jeremy Corbyn, definendo a questo punto “inevitabile” la richiesta all’Ue di un rinvio della Brexit, addossandone la responsabilità alla premier Tory e annunciando l’avvio di consultazioni trasversali dei laburisti per cercare un accordo di compromesso votabile da una maggioranza della Camera dei Comuni.

Giovedì si vota un’altra mozione per un rinvio, l’opposizione protesta – Il governo britannico metterà ai voti una mozione in cui chiederà alla Camera dei Comuni di scegliere tra il via libera a un accordo sulla Brexit entro mercoledì, seguito dalla richiesta all’Ue di un rinvio tecnico limitato al 30 giugno per l’approvazione della legislazione connessa, e un rinvio a più lungo termine. Lo ha annunciato la ministra Andrea Leadsom. L’opposizione protesta sostenendo che si tratta di un tentativo di forzare di nuovo un voto sull’accordo May già respinto dalla Camera.

Ue: “Non basta dire no al no deal” – La Commissione europea si è rivolta ai parlamentari britannici dei Comuni, dichiarando che “non basta votare contro il no deal, dovete trovare un’intesa per un accordo”.



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