Brexit, Londra: “Con l’Ue impegno per sostituire il backstop entro 2020” | Juncker: “Non ci saranno altri negoziati”







Questo passo in avanti, dunque, potrebbe rivelarsi decisivo per evitare una nuova bocciatura, da parte del Parlamento inglese, del piano May

La May, nei suoi colloqui a Strasburgo con il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e con il capo negoziatore di Bruxelles, Michel Barnier, ha concordato la definizione di “uno strumento condiviso” destinato a chiarire l’interpretazione del backstop come un meccanismo di garanzia destinato a essere a tempo, anche laddove entrasse in vigore. E a dare valore legale agli impegni già manifestati al riguardo nei mesi scorsi dai vertici Ue in una lettera inviata al governo britannico.

In sostanza il premier britannico ha rivendicato di avere scongiurato il rischio di una perdita di sovranità parziale sull’Irlanda del Nord, parte della Gran Bretagna e quindi non Ue, a vantaggio della tutela dei diritti della Repubblica d’Irlanda, Paese membro dell’Unione.

May: “Sostituire il backstop entro il 2020” – “Avere una polizza assicurativa per evitare una frontiera fisica in Irlanda è positivo ma il backstop non può diventare un accordo permanente. Servivano cambiamenti legislativi che sono stati concordati”, ha dichiarato Theresa May al termine del colloquio con il presidente della Commissione europea. “C’è un impegno giuridico a lavorare immediatamente per sostiture al backstop accordi alternative entro dicembre 2020”, ha annunciato.

Juncker: “Non ci saranno altri negoziati con Londra” – Con Theresa May “ci siamo accordati per uno strumento vincolante che fornisce chiarimenti e garanzie giuridiche sulla natura del backstop”, ha spiegato il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. “Raccomanderò che il Consiglio europeo appoggi questo strumento comune, naturalmente deve arrivare un voto favorevole del Parlamento britannico”, ha aggiunto.

“A volte arriva una seconda possibilità, ma non ci sarà una terza possibilità – ha sottolineato Juncker – . Lo dobbiamo alla Storia. Credo di essere stato molto chiaro, non ci saranno nuovi negoziati”.

I precedenti tentativi della May di convincere i deputati britannici a dare l’ok all’intesa raggiunta a novembre sono stati vani, con la debacle più clamorosa nel voto di gennaio. Disfatta che potrebbe ripetersi martedì 12 marzo, quando è previsto il nuovo voto, decisivo, del Parlamento. Senza modifiche significative al piano May, il governo avrebbe incassato un’altra sconfitta sicura. Con le novità last-minute, invece, le speranze si riaccendono.

Questo passo in avanti, dunque, potrebbe rivelarsi decisivo per evitare che una nuova bocciatura del piano May, a Londra, possa aprire vari scenari. Il più drastico sarebbe il taglio dei legami con l’Europa, il 29 marzo prossimo, senza un accordo, con gravi ricadute su entrambi i lati della Manica. Una prospettiva che le imprese britanniche temono particolarmente. Una eventuale richiesta di rinvio dovrà essere approvata dagli altri 27 Paesi europei, che s’incontreranno per un vertice a Bruxelles il 21 e 22 marzo.



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