Brexit, Juncker: “Dopo il voto di Londra il no-deal è più vicino” | Gb: “Se si vuole un accordo servono modifiche”


Brexit, Juncker: "Dopo il voto di Londra il no-deal è più vicino" | Gb: "Se si vuole un accordo servono modifiche"


“Il voto di martedì a Londra ha acuito il rischio di un’uscita non ordinata della Gran Bretagna dall’Unione europea”. L’avvertimento arriva dal presidente Ue Jean-Claude Juncker dopo il mandato della Camera dei Comuni alla premier a rinegoziare la Brexit con Bruxelles. “A questo punto dobbiamo prepararci a tutti gli scenari – chiarisce il leader Ue -, anche i peggiori”.

“L’accordo di divorzio non sarà rinegoziato”, spiega ancora Juncker precisando che la premier britannica Theresa May “aveva dato il suo impegno personale” per evitare un ritorno a una frontiera dura con l’Irlanda.

“Frontiera dell’Irlanda è frontiera europea” – In merito al backstop, Juncker ribadisce che “il confine dell’Irlanda è un confine dell’Unione europea, non scivoleremo all’indietro in tempi più bui. Non ci può essere un ritorno a un confine rigido sull’isola d’Irlanda”.

“Sono ottimista, l’accordo ci sarà” – Nonostante le criticità degli ultimi giorni, Juncker dice di essere “ottimista di natura, cosa che mi porta a credere che ci sarà un accordo con la Gran Bretagna. Lavoreremo giorno e notte per farlo accadere e per assicurare che siamo pronti in caso contrario”.

Barnier: “Non accettiamo gioco scaricabarile Gb” – “Ho difficoltà ad accettare questo gioco dello scaricabarile che alcuni” in Gran Bretagna “vogliono giocare contro di noi”, dal momento che la premier Theresa May “ha preso le distanze dall’accordo che aveva lei stessa negoziato”. Così il capo negoziatore Ue Michel Barnier al Parlamento europeo durante il dibattito sulla Brexit, ricordando che l’Ue “ha sempre negoziato con e non contro la Gran Bretagna”.

 Gb a Ue: “Se si vuole un accordo servono modifiche” – Londra commenta senza scomporsi i no di Bruxelles a modificare l’accordo sulla Brexit. “I fatti – dice un portavoce di Downing Street – sono chiari: l’Ue dice di volere che usciamo con un accordo. Noi vogliamo un accordo. Ma l’accordo che avevamo trovato è stato respinto per 230 voti. Se vogliamo arrivare a ciò che è nel miglior interesse del Regno Unito e dell’Ue, dobbiamo apportare cambiamenti”.



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