Brexit, Corbyn: “Ok emendamento per un referendum bis, la May perde tempo”


Brexit, Corbyn: "Ok emendamento per un referendum bis, la May perde tempo"


Jeremy Corbyn ha annunciato che il Labour sosterrà 3 emendamenti per allontanare il rischio d’una Brexit no deal laddove Theresa May non riesca a far passare un suo accordo con l’Ue. Tra questi uno è favorevole, in caso di stallo, alla convocazione di un secondo referendum. Corbyn ha quindi accusato la premier di “perdere sconsideratamente tempo” per cercare di imporre un aut aut dell’ultimo minuto fra la sua linea e “un disastroso no deal”.

“Brexit più soft, Londra nell’Unione doganale” – Il leader laburista ha preannunciato un primo emendamento in cui il maggior partito d’opposizione chiederà sostegno al suo piano alternativo per una Brexit più soft che lasci l’intero Regno Unito nell’unione doganale e garantisca “un allineamento ravvicinato al mercato unico”, la partecipazione britannica a diverse agenzie e agli accordi di sicurezza collettiva.

Chiesto il rinvio in caso di no deal – Ha inoltre formalizzato l’appoggio a un secondo emendamento – promosso trasversalmente dalla deputata laburista Yvette Cooper e dal ribelle conservatore pro Remain Oliver Letwin – che, se approvato, imporrebbe alla May di chiedere un rinvio della Brexit rispetto alla data prevista del 29 marzo ove l’unica alternativa fosse il no deal.

“Nuovo referendum in caso di hard Brexit” – E infine ha assicurato il sostegno a un terzo emendamento favorevole a “un nuovo voto pubblico sulla Brexit” di fronte al rischio di un divorzio hard.

“In un modo o nell’altro – ha avvertito Corbyn – faremo tutto quanto in nostro potere per evitare un no deal o una devastante Brexit Tory basata sull’accordo di Theresa May già bocciato a valanga” una prima volta dalla Camera dei Comuni.

La May insiste: “Brexit alla nostra portata” – Ma Theresa May resta convinta che sia “alla nostra portata raggiungere un accordo il 29 marzo” nonostante le pressioni dell’Unione europea. La premier lo ha confermato a Sharm el-Sheikh, dopo che il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk aveva rivolto un appello a Londra affinché chiedesse un rinvio.



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