Alpinisti dispersi, chiesti i soldi per l’elicottero: slittano le ricerche



Slittano le ricerche di Daniele Nardi, l’alpinista italiano scomparso da giorni sul Nanga Parbat, in Pakistan, con il collega inglese Tom Ballard. La prevista missione di salvataggio con i droni infatti non è partita perché l’agenzia privata Askari, che gestisce in concessione i voli degli elicotteri dell’esercito pakistano, ha chiesto il pagamento in anticipo della somma necessaria.

Il piano B per salvare i due alpinisti – Un elicottero avrebbe dovuto trasferire dal campo base del K2 al Nanga Parbat l’alpinista basco Alex Txikon e i suoi collaboratori per tentare il piano B di soccorso, con l’ausilio di tre droni che avrebbero dovuto perlustrare tutta la zona dello Sperone Mummery, ripercorrendo tutte le vie che i due alpinisti avrebbero potuto seguire. Si attendeva solo il via libera per il volo degli elicotteri. Ma la richiesta dei soldi in anticipo ha reso impossibile la missione, come scrive lo staff di Nardi su Facebook. Il volo è quindi stato rinviato.

La famiglia dell’alpinista aveva subito dichiarato la sua disponibilità a pagare il necessario, ma i tempi tecnici e burocratici hanno impedito di farlo in tempo. E’ subito intervenuta l’Italia che, tramite l’ambasciatore Stefano Pontecorvo, ha provveduto a gestire i pagamenti con l’aviazione pakistana di quanto richiesto, in attesa dei rimborsi assicurativi. Ma nel frattempo il meteo è peggiorato e l’operazione ha quindi dovuto essere rimandata.

Avvistate le tende di Nardi e Ballard – Dell’alpinista quarantaduenne di Sezze (Latina) e del suo compagno inglese (figlio della scalatrice inglese Alison Hargreaves, morta nel 1995 sul K2) non si hanno più notizie da domenica: rapiti da questa montagna di 8.125 metri, il secondo ottomila (dopo l’Annapurna) per indice di mortalità degli scalatori giunti in vetta. Giovedì un elicottero aveva localizzato la tenda di Nardi e Ballard al campo 3 del Nanga Parbat, in una zona con “diverse tracce di valanga”.



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