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Lampade abbronzanti: ś o no?

lampade abbronzantiCon l'estate agli sgoccioli, il nostro pensiero va subito all'abbronzatura che presto sparirà e lascerà il posto al colorito pallido e spento dell'inverno. Così non ci resta che cercare un modo per prolungare la tintarella, magari approfittando dell'ultimo sole di settembre, oppure ricorrendo a metodi artificiali, come le lampade abbronzanti. Ma è vero che sono così dannose?

Lampada sì, ma senza esagerare

Come in tutte le cose, ci vuole moderazione. Se si vuole mantenere l'abbronzatura alla fine dell'estate, un paio di lampade fatte con adeguata protezione possono essere anche fatte, a patto che non diventi un'abitudine da portare avanti lungo l'inverno. Non scordiamo, infatti, che la “tintarella” è un sintomo mediante il quale la pelle si difende dai raggi solari pigmentandosi. Inoltre, l'abitudine alla tintarella facile può portare una vera e propria dipendenza da solarium, esponendo la pelle a rischi maggiori nel breve o lungo tempo.

Quali scegliere

È importante la scelta di un centro estetico qualificato, con lampade in buone condizioni e personale che sappia indicare l'uso corretto della lampada e i risultati che si ottengono. Esistono due tipi di lampade: ad alta pressione (con maggioranza di raggi UVA) che, foto-ossidando la melanina già presente, danno un'abbronzatura rapida ma poco duratura; e a bassa pressione (o fluorescenti), in cui è presente una piccola quantità di raggi UVB, che vanno a stimolare la produzione di melanina ex-novo, garantendo un'abbronzatura durevole ma meno immediata (compare dopo 72 ore dall'esposizione). Il rischio di eritemi, però, è alto. In generale, meglio le lampade ad alta pressione, che danno un effetto più superficiale, forse meno duraturo, ma con minori possibilità di danni alla pelle.

Non solo abbronzatura

In passato, le stesse lampade utilizzate per abbronzarsi venivano usate anche in alcune patologie dermatologiche, quali la psoriasi e la vitiligine, mentre oggi sono state sostituite dagli UVB a banda stretta, un fascio luminoso limitato ad un ristretto spettro cromatico che ha dimostrato essere più efficace e molto meno dannoso nell'utilizzo indicato.



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