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La sindrome dell'"Orso"

introversioneMolte persone sembrano afflitte da una sorta di “sindrome dell'orso” : non riescono più a socializzare, sono spesso pigri ed introversi e questo li porta progressivamente a quella condizione psicologica chiamata solitudine. Ma l'essere “orsi” può essere considerato come una sorta di “pharmakon” parola che racchiude in sé due significati: cura e veleno.

La solitudine come trappola

L'essere orsi diventa veleno quando non è altro che una fuga, uno scappare da un mondo che si percepisce come ostile per trovare riparo in sE stessi; in questi casi però il chiudersi determina proprio l'effetto contrario, in quanto, tagliando i ponti col mondo, si tagliano i ponti anche con tutto ciò che ci può dare identità che a quel punto, anziché essere difesa, vacilla. Ciò che chiamiamo Io, lungi dall'essere una struttura chiusa in sé, si determina solo grazie all'altro e nel rapporto con le cose del mondo. Si giunge così ad un paradosso in cui ci si ritira dal mondo per sfuggirlo ma in quella solitudine ci si accorge che non si è al riparo, ma anzi si incontra spesso la rabbia e ci si sente in colpa proprio per esser rimasti soli. Tutto ciò è spesso determinato dalla carenza di significativi rapporti sociali, che porta alla progressiva mancanza di passione e all'indifferenza affettiva, caratteristiche tipiche dell'apatia, la quale si manifesta in quella propensione a non voler affrontare alcuna attività in quanto ogni azione è stata privata del senso del piacere, che a quel punto solo il rinchiudersi in sé può sostituire.

È qui che il divenire “orsi” può essere un campanello d'allarme che deve destare attenzione: quando è improvviso, quando si rompono repentinamente i rapporti con gli altri o si cambiano drasticamente le proprie abitudini senza un'apparente causa.

La solitudine creativa

Ma, come abbiamo detto, l'esser “orsi” e in particolar modo la solitudine che ne consegue, se da una parte può rappresentare un segnale di sofferenza, dall'altra nella giusta misura può rappresentare un momento fondamentale dell'esistenza umana per comprendere meglio una situazione o per riprendere la propria strada smarrita. Il grande psicoanalista Aldo Carotenuto parlava della solitudine come un momento prezioso per poter esprimere la creatività, dove, anche se in apparenza sembra una perdita di tempo in cui non si sta facendo nulla, in realtà si è in una sorta di “incubazione” essenziale per farci rinascere. Si racconta anche come in Giappone nei monasteri zen quando le persone sono particolarmente stanche e stressate le si porta in un luogo solitario affinché rimangano in totale silenzio e solitudine. Così anche Ippocrate, il padre della medicina, soleva togliere i pazienti dalla loro vita quotidiana, portandoli sull'isola di Kos, separandoli dal resto del mondo: insomma, l'esser orsi proprio come prescrizione terapeutica, in quanto, come ribadisce Carotenuto, chi sa vivere nell'ozio è una persona sana.

In questi casi il ritirarsi come fa un orso è utile per recuperare quelle potenzialità assopite dalla routine quotidiana, dai compiti e dai ruoli che ogni giorno ci vengono richiesti; ci si ritira dal mondo per meglio comprenderlo, per avere uno sguardo nuovo sulle cose e sulle relazioni che abitano il nostro intimo, perché solo staccandoci per un momento dal mondo è possibile guardare alla nostra quotidianità con occhi nuovi.

Cosa fare?

Se una persona vicina a voi è diventata improvvisamente un“orso”, ha bruscamente rotto i rapporti con tutti e ha repentinamente cambiato ogni abitudine senza una causa apparente, ecco come comportarsi:

 

  • cercate di capire se tale cambiamento ha a che fare con un mondo che si percepisce ostile e in caso capire cosa fa così paura;

  • Non cercate tanto di spronare la persona ad uscire o a muoversi: il più delle volte si consolida proprio l'effetto contrario!

  • Spesso tale situazione si genera quando la persona è sopraffatta da troppi impegni che assorbono ogni energia, quindi è opportuno per quanto possibile alleggerire tali doveri;

  • Se dopo un ragionevole lasso di tempo la situazione sembra non cambiare, potrebbe essere opportuno chiedere parere ad un esperto. 

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