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Abbronzatura sicura, i consigli della dermatologa

abbronzatura sicuraInizia la corsa all'abbronzatura: una sfida contro il sole e le vicine di ombrellone, fatta di mosse spesso inconsapevoli e superficiali. Come l'abuso di creme e oli ricchi di sostanze e vitamine che stimolano la melanina ma che, sprovvisti di fattore di protezione solare (il cosiddetto spf), lasciano la pelle completamente indifesa. Questi prodotti promettono sì incarnati caraibici, a prezzi contenuti e bruciando le tappe, ma tra “alleati preziosi” e “nemici dannosi” il passo è veramente breve.

La cosa più sbagliata è esporsi al sole cospargendosi di oli vegetali (olio di cocco, di carota, mallo di noce), o minerali (quelli delle più note case cosmetiche, che contengono appunto mineral oil o oli sintetici), magari nelle ore più calde della giornata. Al sole, questi si degradano e si inacidiscono, formando radicali liberi. I rischi maggiori, ovviamente, li corre chi presenta fototipo chiaro o chiarissimo, che più facilmente in irritazioni, scottature, eritemi, ma anche in danni a lungo termine (macchie, rughe, melanomi…). Oltretutto, molti di questi prodotti non sono ecocompatibili, e inquinano l'acqua di mare e piscina.

La cosa più giusta da fare è usare sempre creme a schermo protettivo in base al proprio fototipo, indossare cappello e occhiali da sole, e mettersi all'ombra quando il caldo lo richiede. L'estetica è importante, e sfoggiare un colorito sano e dorato è un obiettivo condiviso, ma non sottovalutiamo i danni sulla salute. L'abbronzatura va via, i segni sulla pelle restano.  

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