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Piercing: rischi e complicazioni

piercingLa cultura dei piercing risale all'antichità, quando si utilizzavano pezzi di legno affilato e di osso per praticare il foro. Oggi, per fortuna, si usano aghi sterili, ma vogliamo approfondire quali sono gli eventuali rischi e complicanze di questa pratica molto comune.

Cose da sapere prima

Il chirurgo plastico si trova talvolta a dover correggere le antiestetiche cicatrici determinate dalla prolungata presenza dei piercing nei tessuti ed eventuali complicanze. A volte, infatti, vengono eseguiti con troppa leggerezza. Una buona preparazione di chi lo esegue è in grado di prevenire infezioni, velocizzare la guarigione ed evitare inutili rischi, ma non sempre è così. Se decidete di eseguire un piercing dovreste pertanto affidarvi a un centro professionale e con una riconosciuta esperienza. È importante accertarsi che lo studio utilizzi utensili perfettamente sterili e rispetti le norme di igiene imposte dalla legge, per evitare di contrarre patologie infettive come epatite B, epatite C o AIDS. Ricordate poi che gioielli con nickel e ottone potrebbero scatenare reazioni allergiche. Meglio indirizzarsi su gioielli in titanio, in oro a 18-24 carati, platino o acciaio chirurgico.

Minimizzare i rischi

Inserito il gioiello sarà importante avere cura del piercing fino a completa guarigione, rispettando fondamentali norme di igiene: lavarsi le mani prima di manipolarlo utilizzando sapone liquido antibatterico, evitare di applicare in prossimità del foro prodotti cosmetici, rimuovere eventuali detriti e secrezioni, come il sudore. Pulite la zona due volte al giorno con acqua tiepida e sapone, usando un detergente medicato e muovete delicatamente il piercing. È consigliabile utilizzare per la perforazione un orecchino tondo, in modo da facilitare la pulizia, di adeguato diametro e spessore. Solo a guarigione ultimata è possibile sostituire il piercing, ma sempre con prodotti di qualità e dimensioni adeguate. Il processo di guarigione può durare dalle 6 settimane (lobo dell'orecchio) fino ai 4 mesi ( per la narice).

E se mi pento?

Nel caso di volontà di togliere definitivamente il piercing si può rendere necessario un intervento chirurgico ambulatoriale che consenta di ripristinare i tessuti danneggiati dalla cicatrice stessa del piercing e ristabilire la struttura anatomica coinvolta. In una piccola percentuale di casi e in alcune persone predisposte, può verificarsi la comparsa di una brutta cicatrice cheloidea o ipertrofica a seguito del posizionamento del piercing. In questo caso si rende necessaria la rimozione del gioiello e il trattamento della cicatrice mediante il massaggio con una pomata a base di silicone. Qualora persista comunque una cicatrice è possibile eseguire delle infiltrazioni locali di cortisone per diminuire l'attività dei fibroblasti nella produzione di collagene.

Le complicanze

Tra le complicanze tipiche dei piercing alla lingua, ricordiamo la possibilità di scheggiare, rompere i denti e danneggiare le gengive. Altra complicanza comune è lo strappo accidentale. Frequente è quello del lobo auricolare, determinato da ciondoli troppo pesanti o da intrappolamento negli abiti. Questi tipi di trauma sono una vera e propria lacerazione dei tessuti e richiedono una sutura chirurgica.

Le infezioni sono dolorose, possono causare sanguinamenti e secrezioni corpuscolate (pus). In questi casi, rimuovete subito il piercing e rivolgetevi a un medico. Le infezioni lievi possono essere curate con farmaci topici, a base di antibiotici, e immersioni in acqua tiepida e sostanze disinfettanti. Casi più gravi possono richiedere la somministrazione di antibiotici per bocca.

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