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Birra: quali effetti ha sulla nostra salute?

birraUna cosa è certa: la birra si beve più per piacere che per i suoi possibili effetti benefici. Ma è pur sempre una bevanda alcolica, non dimentichiamolo. Vale la pena dunque concentrarsi su questo aspetto e perciò ne abbiamo parlato con il nostro esperto, il Dott. Luca Speciani.

L'alcool è tossico per il sistema epatico”, questa la premessa del Dott. Speciani. “Per eliminarlo il fegato lavora duramente, rimuovendone in un'ora appena 7 grammi”. Calcolare i grammi di alcool presenti in una bevanda è semplice. Si controlla in etichetta il grado alcolico: se è di 10 gradi, vuol dire che l'alcool presente è il 10% della quantità totale. Quindi, un litro di vino al 10% di vol. alcolico contiene 100 cc di alcol e questo vuol dire che richiede ben tredici ore di lavoro epatico per essere smaltito. “E non c'è alcun modo per velocizzare questo processo”, ci avverte il dott. Speciani. “Nel caso della birra è vero che esistono molte gradazioni diverse, in genere più basse rispetto al vino, ma è vero anche che se ne beve molta di più. Un boccale da mezzo litro di birra con una gradazione bassa richiede comunque cinque ore di lavoro epatico, che non sono poche“. Dunque, birra sì o no? “Sì, ma in quantità molto moderate. D'altronde, un famoso studio sulle abitudini alcoliche, The Arizona Study, ha rivelato che chi beve due dita di vino, corrispondenti a mezza lattina di birra, al giorno, vive di più rispetto a chi è completamente astemio (e ovviamente anche rispetto a chi ne beve molta di più!)”.

Ma l'alcool non è l'unico aspetto da tenere sotto controllo. Secondo il dott. Speciani occorre far attenzione anche alla presenza di lieviti. “Non ce ne rendiamo conto ma durante la giornata consumiamo molti cibi lievitati e fermentati, come il pane, la pizza, i prodotti da forno, i formaggi e i latticini fermentati, l'aceto, la salsa di soia. Aggiungere a questi anche la birra, vuol dire far “lievitare” ulteriormente la quantità e andare incontro a problemi di intolleranza alimentare, se non addirittura patologie più gravi come il morbo di Crohn”. E poi c'è il luppolo, una pianta che favorisce la produzione di estrogeni: “nella donna ha l'effetto di regalarle forme più rotonde, per esempio sul seno, ma anche di renderla più esposta allo sviluppo di tumori, se bevuta in quantità eccessiva”, conclude il Dott. Speciani.

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