Home » Spazio news

Tic nervosi, le smorfie dello stress

tic nervosiC'è chi arriccia il naso, fa le smorfie con il viso e torce il collo. Chi alza le spalle, tira su di continuo con il naso, o se ne esce con colpetti di tosse anche nei momenti meno opportuni... Cattive abitudini? Macché. Sono semplicemente alcuni esempi di tic, ovvero, in termini scientifici: contrazioni nervose involontarie. Più in dettaglio, si tratta di movimenti o gesti improvvisi, rapidi e ripetitivi, che possono riguardare qualsiasi gruppo muscolare involontario e che risultano frequenti nei momenti di stress, con la funzione di “scarico” delle tensioni. Compaiono con frequenza in età infantile e adolescenziale, quindi in età scolare e prescolare, per poi ridursi in età adulta e talvolta riapparire quando non si è poi così tanto giovani. 

Si possono classificare in “tic semplici”, caratterizzati dalla contrazione involontaria di un muscolo, come torsioni del collo, colpi di tosse, etc., e in “tic complessi” caratterizzati da movimenti muscolari con obiettivi specifici come il saltare, lanciare un oggetto, e così via. Tra i tic più curiosi ricordiamo l'ecoprassia, cioè l'impulso a imitare le azioni di altre persone, come camminare dietro qualcun altro, che è però spesso associata ad altri disturbi più gravi; o anche la  palilalia, ovvero l'impulso incontrollato a ripetere le parole. Secondo lo psichiatra Giovanni Jervis, il tic può anche essere visto come una sorta di “rituale” ossessivo che ha sempre un significato ben preciso: lo strizzare un occhio, per esempio, può servire a ingraziarsi gli altri; alzare una spalla è uno scongiuro verso un pensiero che porta ansia... Ovviamente, la persona non è consapevole di tali significati, ma diventano evidenti se si riflette sul contenuto della psiche nei momenti in cui si è manifestato il tic.  Il movimento è inoltre frequente in quelle persone che tendono eccessivamente al “controllo” di sé, soprattutto le persone che cercano di reprimere emozioni come la rabbia. Meglio dunque stare calmi e rilassati...

La soluzione: rilassarsi!

Difatti, nella maggior parte dei casi la risoluzione del disturbo, il tic, è spontanea e non richiede interventi farmacologici. Tra gli interventi psicologici sono risultate importanti le tecniche di rilassamento e la terapia comportamentale, specialmente se il tic ha carattere motorio. È importante anche l'atteggiamento della famiglia, che non deve né reprimere né dare troppa importanza ai tic, perché così facendo si eviterà un aumento di ansia (specie nei  bambini), che è spesso proprio la causa del tic stesso. Inutile, del resto, farli notare: sono reazioni spontanee e incontrollabili, e per farli scomparire bisogna agire a monte del problema, eliminando le cause che li scatenano.

Copyright © Luca Sardella & Janira - Comunicando s.r.l. :: sede: Via della Giuliana 80, 00195 Roma - P.IVA 10717711005 :: powered by MuptoC