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Sui disagi e sui paradossi

disagi psicologiciDietro ai nostri disagi si cela spesso un paradosso, una sorta di contraddizione insanabile, che frequentemente emerge nei colloqui psicologici: “potrei andare in quel posto affollato solo se non ci fosse nessuno”, “potrei uscire da casa solo rimanendo nella mia stanza” sono solo alcuni esempi di questo conflitto interiore. In una situazione del genere, la ragione si arrende: non ha strumenti in grado di fronteggiarla e allora crescono ansie e paure. Ma laddove la ragione arriva al suo limite, l'immaginale inizia il suo percorso.

L'immagine infatti è la sostanza di cui è fatto il nostro mondo interno e per tanto può diventare un veicolo in grado di condurci al di là del paradosso stesso: infatti con la fantasia è possibile costruire un Immagine Risanatrice, come ebbi modo di chiamarla in una pubblicazione, ovvero un immagine, una sorta di fotografia mentale, in cui gli elementi tra loro in contraddizione, possono tranquillamente convivere. Allora ecco, tornando al primo esempio, che il compito diventa immaginare un posto affollato senza nessuno: potremmo, ad esempio, immaginare una piazza affollata dove però tutte le persone sono alle nostre spalle, quindi invisibili ai nostri occhi. In questo esempio, la piazza è piena di persone, ma per i nostri occhi, non v'è nessuno; oppure, nel secondo esempio, potremmo immaginare una stanza di una casa in cui manca una parete: in questo caso ci è possibile stare “fuori”, pur rimanendo in casa.

Ecco questi sono solo alcuni esempi di immagini che ognuno può creare stimolando la propria fantasia, così cara alla nostra Anima: sappiamo infatti che il basarci esclusivamente sul pensiero razionale, come è di moda nel nostro tempo, crea il giusto terreno per l'insorgere dei disagi psichici come le malattie psicosomatiche. Le immagini invece, che nel nostro caso trasformano il paradosso in una sorta di figura mentale, aiutano a condurci al di là del disagio stesso.

L'uso curativo dell'Immagine è ben noto, ed è lo stesso C.G. Jung, uno dei padri della psicoanalisi, a sottolinearne l'importanza quando disse: “Finché riuscivo a tradurre le emozioni in immagini, e cioè a trovare le immagini che in esse si nascondevano, mi sentivo interiormente calmo e rassicurato. Il mio esperimento mi insegnò quanto possa essere d'aiuto – da un punto di vista terapeutico – scoprire le particolari immagini che si nascondono dietro le emozioni.”

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