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Corso di restauro, lezione 3

 

LA SVERNICIATURA

Sverniciatura con sverniciatore

Come si lavora

restauro3Per questa operazione conviene aerare il più possibile l'ambiente, ma è una buona idea lavorare all'aperto in una giornata calma e non al sole. Applicate lo sverniciatore con il pennello, stendendone uno strato piuttosto abbondante su una porzione limitata di superficie. Se in alcuni punti lo strato risultasse troppo sottile effettuate un secondo passaggio con il pennello.
Se applicate poco sverniciatore la vernice potrebbe avere delle difficoltà a distaccarsi e questo potrebbe indurvi a forzare eccessivamente l'azione abrasiva con la spatola, col rischio concreto di danneggiarlo. Dove la vernice oppone maggiore resistenza ed appare fortemente ancorata applicate una quantità maggiore di prodotto.
Alcuni tipi di vernice richiedono parecchio tempo prima di distaccarsi: sono particolarmente tenaci le vernici a due componenti, per eliminare le quali vanno impiegati sverniciatori appositi. Un buon sistema per raggiungere le parti più sagomate consiste nel "tamponare" col pennello, piuttosto che farlo scorrere. Una volta applicato lo sverniciatore attendete che la pellicola di vernice si sia arricciata e parzialmente staccata prima di cominciare a rimuoverla con la spatola. Il tempo occorrente per il distacco è molto variabile, in funzione del tipo di vernice e del supporto su cui è applicata.

Asportazione della vernice

Se lo strato di vernice risulta piuttosto spesso dovete agire con la spatola, per asportarne la maggior parte. Ponete grande attenzione in questa fase del lavoro in quanto la spatola, se è troppo pressata o tenuta con un angolo troppo grande rispetto alla superficie, può causare dei segni anche profondi. La spatola non può asportare tutta la vernice: lascia sempre delle striature o delle sbavature. Potete, allora, applicare una seconda mano di sverniciatore e, quando questo ha fatto effetto, passate sulla superficie un batuffolo di paglietta d'acciaio del tipo più grossolano. Se, invece, la vernice da asportare non ha una grande massa, potete rimuoverla direttamente con la paglietta. Conviene agire lavorando sempre nello stesso senso, con "passate" successive in modo da asportare a poco a poco tutta la vernice. Va ricordato che si tratta di un lavoro estremamente paziente: dalla sua corretta esecuzione dipende in gran parte il buon risultato del restauro.

restauro4Una volta che lo sverniciatore ha fatto effetto, potete utilizzare anche la segatura spargendola sulla parte che state lavorando e strofinandola con la paglietta sulla parte. Questa aiuterà nella rimozione dello sverniciatore e vernice ammorbidita.
Fate sempre attenzione allo stato della paglietta: quando è completamente impregnata di vernice e ha perduto il suo potere abrasivo provvedete a sostituirla. Una volta ultimata la sverniciatura passate su tutte le superfici la paglietta sottile: questo modo di procedere permette di eliminare le ultime impurità e di rendere liscia la superficie del mobile.
Le parti molto sagomate o variamente elaborate vanno sempre lavorate con la paglietta: prima quella più grossolana poi quella più fine. Se sono presenti modanature o sagomature che si ripetono frequentemente potete anche intagliare su una lamina di metallo un profilo adeguato in modo da farla correre su di esse ed asportare facilmente la vernice, in ogni caso terminate con la paglietta.

Infine, imbevete uno straccio di alcool e passatelo su tutta la superficie, cambiandolo di tanto in tanto al fine di rimuovere le ultime tracce di decapante.

Sverniciatura con Soda Caustica

La soda è uno degli alcali più potenti, ed è altamente corrosiva. Si usa sui mobili veramente disastrati e quando, ogni altro mezzo sperimentato non porta a nessun risultato. In passato era molto diffuso l'impiego della soda caustica per la sverniciatura dei mobili. Si tratta di un metodo poco consigliabile e di solito utilizzato su mobili di poco valore in quanto può procurare gravi danni al legno.

Bisogna anche tenere presente che la soda caustica è un preparato estremamente pericoloso da maneggiare, richiede di essere usata in un luogo adatto, vista la grande quantità d'acqua necessaria, inoltre impone di bagnare molto i mobili, azione spesso dannosa. Ricordate che la soda caustica sbianca considerevolmente il legno, e pertanto non è certo un metodo da usare nel restauro..

Nel lavoro di restauro di un mobile, si distinguono due tipi di pulizia: quella che generalmente si fa all'inizio, quando il mobile lasciato nella soffitta o nella cantina per anni, è ora pieno di polvere e sporcizia varia. In questo caso è necessario, munirsi di aspirapolvere, pennellini di varie misure a setole dure al fine di asportare tutto lo sporco polveroso anche dai punti più nascosti.
Il secondo tipo di pulizia, (ed è quello che ora approfondiremo) riguarda invece la superficie lucidata del mobile, e viene effettuata quando il mobile non ha bisogno di essere sverniciato. Occorrerebbe fare ricorso alla sverniciatura solo in casi eccezionali, ad esempio quando è stata utilizzata una vernice acrilica o colorata per "rinnovare" un vecchio mobile in anni passati.

Contrariamente a quanto possa apparire, la pulitura del mobile è un'operazione alquanto delicata poiché si lavora su quella parte che costituisce l'aspetto estetico più evidente, pertanto una rimozione errata, troppo aggressiva o fatta malamente può comportare un irreversibile danno al quale difficilmente si potrà porre rimedio.

Quando la superficie del mobile è ancora finita a cera o gommalacca. allora potremmo limitarci a pulirla prima di passare a ravvivare nuovamente la lucidatura.

Questa pulizia della superficie, si inserisce, nel lavoro di restauro, al termine di tutte le operazioni di reintegrazione o ripristino e consolidamento della parte lignea.

Agiremo salvaguardando l' integrità della vernice originale e della patina, procederemo gradualmente, provando all'inizio con solventi più blandi ed eventualmente passando a quelli più aggressivi se non si ottiene il risultato voluto. Conviene eseguire una "prova" in una parte poco a vista del mobile (es: la parte bassa/posteriore di un fianco) per verificare l' efficacia del metodo di pulitura che andremo a usare .

Per decidere come pulire un mobile, dovremo prima di tutto stabilire due cose: quale vernice è presente sul mobile e quale tipo di finitura vogliamo a nostra volta applicare. In sostanza, un mobile può essere pulito solo se dopo applicheremo lo stesso tipo di finitura di quella preesistente. Se intendiamo applicarne uno diverso, dovremmo procedere molto probabilmente alla sverniciatura.

Avremo principalmente due tipi di finitura: a cera, o a gommalacca.

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