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Sugli attacchi di panico

come superare un attacco di panicoIl termine “panico” deriva da Pan, il dio-capro della natura selvaggia, che ci riporta ai nostri istinti primordiali; ci ricorda la nostra natura irrazionale e istintiva, che abbiamo perduto in una cultura dove regnano l'Io e la razionalità. Sappiamo , però, che le parti di noi che rimuoviamo finiscono per esprimersi alla fine sotto forma di sintomi e spesso è proprio questo il caso del panico. Al giorno d'oggi, la nostra parte “irrazionale” viene soppressa e dimenticata a favore della ragione che deve vincere a ogni costo e non ha altro modo per esprimersi se non con l'attacco di panico, che è caratterizzato proprio dalla paura di perdere il controllo e che colpisce negli ultimi anni un numero sempre maggiore di persone di ogni età, senza distinzioni tra i sessi.

Le cause e gli effetti

Il panico è un episodio acuto di ansia, paura o terrore, spesso associato a una sensazione di catastrofe imminente. Durante gli attacchi sono presenti sintomi come dispnea (fatica o impossibilità a respirare), palpitazioni, dolore, fastidio o senso di oppressione al petto, sensazione di asfissia o soffocamento e paura irrazionale di perdere il controllo. Frequenti sono, poi, la tensione muscolare, e, quali sintomi accessori, l'irritabilità e l'insonnia.

I soggetti più a rischio sono quelli dotati di una personalità rigida, che hanno paura di cambiare e che escludono le proprie emozioni o le controllano troppo. Ma cosa accade nella testa di una persona che soffre di attacchi di panico? Quando si manifestano le crisi, queste persone sentono di perdere il controllo dei propri pensieri e di se stesse. Una delle soluzioni disfunzionali che tendono ad adottare è il cosiddetto “evitamento”: evitare cioè qualsiasi esposizione a rischi e situazioni che provocano il terrore irrazionale, per paura di un nuovo attacco. Ma proprio questo comportamento crea un circolo vizioso dove alla fine non si riesce più a fare nulla e nei casi più gravi ci si rovina letteralmente la vita. L'impossibilità ad agire da soli conduce poi a una seconda soluzione disfunzionale, ovvero chiedere ad altri di accompagnarci, di starci vicino: cosa che, tuttavia, altro non fa che confermare la paura.

Come affrontarli

Se nei casi più acuti è consigliata la terapia psicologica cognitivo/comportamentale, troviamo comunque numerosi rimedi naturali per alleviare i sintomi creati dall'ansia e dal panico. Risultano efficaci, per esempio, le tecniche di rilassamento, come il rilassamento progressivo di Jacobson o il “mindfulness”, come vedremo tra poco, o ancora le meditazioni che si basano sulla presa di coscienza delle sensazioni corporee, come il training autogeno. Così come sono utili, oltre agli sport, delle lunghe passeggiate, magari in mezzo alla natura. Se poi non si riesce in alcun modo a evitarlo, per bloccare un attacco di panico appena se ne avvertono i primi segnali, provate a respirare in un sacchetto di carta: questo serve a gestire l'iperventilazione tipica dell'ansia e del panico. Inoltre, può essere di sollievo respirare specifiche fragranze e oli essenziali (salvia sclarea, pioppo tremulo, rock rose, tra gli altri), in vendita in erboristeria o in farmacia. Il profumo stimola infatti il sistema limbico, la parte più antica e istintiva del nostro cervello, proprio quella a cui Pan, con i suoi tormenti spesso rivelatori di conflitti non sanati, vuole condurci.

Rilassamento progressivo di Jacobson

Ideato da Edmund Jacobson negli anni '40, da cui prende il nome, è un metodo che, una volta acquisito, permette di passare da tensione a rilassamento in pochi minuti. Coinvolge progressivamente l'intera muscolatura, che viene rilassata a gruppi, e gli esercizi che si praticano permettono di arrivare a uno stato in cui si mantiene automaticamente la calma. Tali esercizi, che consistono nel tendere e rilassare progressivamente tutti i gruppi muscolari, devono essere praticati però con costanza e pazienza per molto tempo, per arrivare alla comprensione e gestione totale del metodo.

Mindfulness

È una forma di meditazione che si basa sulla “consapevolezza” (esatta traduzione del termine inglese “mindfulness”) del proprio corpo, delle proprie sensazioni ed emozioni, accettando quello che si prova in ogni momento per ridurre lo stress e la sofferenza interiore. Tra gli esercizi che si praticano nel Mindfulness, se ne prevedono alcuni in cui ci si concentra sulle reazioni del corpo o sull'accogliere i pensieri e le emozioni così come vengono, senza giudicarli e senza reprimerli, imparando a vivere più serenamente nel presente senza preoccuparsi del passato o del futuro

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