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Sull'ossessione in amore

amoreÈ possibile che il legame tra due persone possa essere così intenso da diventare una specie di “tossicomania da amore”? Ebbene sì. Si tratta di una condizione relazionale negativa di cui soffre chi di solito non ha avuto abbastanza affetto da piccolo, e nella coppia non crede di meritare l'amore. Dominato dunque dal timore di non essere accettato, accolto e amato, finisce per mettere al primo posto il partner piuttosto che se stesso, cadendo così in una vera e propria schiavitù psicologica e, ovviamente, incidendo negativamente sul rapporto di coppia.

Nel suo libro “Donne che amano troppo”, la psicologa americana Robin Norwood scrive: “Quando amiamo troppo, in realtà non amiamo affatto perché siamo dominate dalla paura: paura di restare sole, paura di non essere degne d'amore, paura di essere abbandonate o ignorate... E amare con paura significa soprattutto attaccarsi morbosamente a qualcuno che riteniamo indispensabile per la nostra esistenza, amare con paura comporta la messa in atto di tutta una serie di meccanismi di controllo per tenere l'altro nell'area del proprio possesso”.

Si dipende dall'altro in quanto ci fornisce identità, e quel “noi” diventa una sorta di rapporto simbiotico nel quale non c'è spazio per emanciparsi, crescere, individuarsi. Ciò che fa scaturire la paura, insomma, è il continuo terrore di perdere l'altro, che è in realtà eco della più grande paura di perdere se stessi, cioè quel barlume di identità che si è strutturata solo grazie all'altro. La dipendenza affettiva inizia dove finisce la propria indipendenza, la capacità di vivere una relazione con libertà e spontaneità, quando l'amore non è più libero di esprimersi per come realmente è, ma è costretto ad assumere un ruolo. Diventa compensazione di qualcosa che deve riempire i nostri vuoti, tenere a bada le nostre paure, sedare i nostri bisogni.

A volte la dipendenza affettiva porta persino alla volontà di mantenere un partner chiaramente non più disponibile affettivamente, scostante o addirittura violento. Questo capita quando il nutrimento dell'autostima (persa) di chi dipende da un rapporto affettivo deriva, pur se in maniera illusoria, dai tentativi di cambiare, “guarire” o salvare l'amato. In questo modo, però, il rapporto non diventa più un incontro tra due persone, bensì limitazione e dipendenza, creando un dolore interiore violento e insopportabile. Il risultato finale? Chi ama così finisce per costruirsi una gabbia che imprigiona se stesso e il partner.

In caso di dipendenza affettiva, dunque, è importante prima di tutto prendere consapevolezza che l'amore è tale se è una scelta, e che finché si ha bisogno dell'altro per acquisire una propria identità si è molto distanti dall'amore. L'obiettivo principale deve essere la conquista di autonomia affettiva, raggiungibile attraverso un percorso che prevede la ricerca della propria storia per capire i motivi per cui si è diventati la persona che si è oggi, la presa di coscienza di sé e l'ascolto della propria anima, la comprensione che amore e rispetto non vanno estorti ma ricevuti spontaneamente e, infine, il riconoscimento del proprio valore.

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