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Sull'omosessualità: non facciamone una malattia

coppiaFare “coming out” significa attraversare un processo innanzitutto di accettazione personale della propria sessualità, per giungere poi alla capacità di parlarne con gli altri. Mentre alcuni vivono questa esperienza con disinvoltura e serenità, per molti altri essa è fonte di ansia, dolore e angoscia. Durante questo processo di conoscenza di se stessi e rivelazione agli altri, si possono attraversare momenti di paura, solitudine, rabbia e depressione. È il momento giusto? Posso dirlo a questa persona? Verrò accettato? Sono queste le domande che si affacciano alla mente creando il più delle volte logorio mentale e dubbi. Condividere la propria omosessualità con familiari, amici e colleghi, infatti, può non essere un passo semplice, a causa di stereotipi e pregiudizi sociali che spesso costringono le persone a nascondersi o a sopprimere la propria identità sessuale per non essere additate come “deviate” o “diverse”.

Una scelta positiva

Sul piano psicologico ed emotivo, comunque, fare outing è quasi sempre un fatto positivo: rivelarsi prima a se stessi, quindi accettarsi, e poi agli altri, significa libertà. Decenni di studi hanno dimostrato che l'apertura permette agli omosessuali di sviluppare il loro senso d'identità; di contro, la ricerca ha confermato che tenere segreta la propria identità sessuale crea rischi psicologici seri, fra cui problemi nelle relazioni, aumento dei livelli di stress e, nei casi più gravi, persino delle tendenze suicide. Possiamo però comprendere come il fare outing nasconda in sé dei pro e dei contro. Nei pro sicuramente possiamo inserire un aumento di benessere emotivo, meno rabbia e maggiore determinazione della propria identità, a differenza invece di chi non si dichiara e finisce per serbare frustrazione e rancore. C'è da dire, però, che un ruolo centrale è occupato dal contesto in cui si vive: i benefici del fare outing sono circoscritti agli ambienti che danno sostegno. Un ambiente ostile, infatti, potrebbe far sentire la persona peggio di quando teneva nascosta la propria inclinazione sessuale. Il suggerimento è allora quello di dichiarare le proprie tendenze sessuali inizialmente in un ambiente che possa accogliere e sostenere tale scelta. Ciò aiuterà a strutturare un'identità più coesa, in grado poi di sostenere l'outing in un ambiente meno accogliente.

Come fare?

- Prima di esporsi con la famiglia, è consigliabile parlare con gli amici fidati, anche solo uno, per poter contare su un supporto valido quando sarà giunto il momento di aprirsi con gli altri. Si potrà parlare con l'amico più caro senza temere di essere giudicati o senza il timore di pregiudicarne i rapporti. 

- Accettare se stessi è il primo passo per farsi accettare dagli altri. Se saremo i primi a vivere la nostra realtà con serenità, allora la sua elaborazione sarà più semplice anche per chi ci sta vicino e ci vuole bene.

- Lasciamo un po' di tempo per elaborare la notizia e rimaniamo sempre disponibili ad accogliere domande e dubbi, in modo da far accettare la realtà nella maniera più serena possibile.

 

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