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Microonde: tempi più stretti, cibi più sani

23/03/2015

microondeIl processo di riscaldamento degli alimenti nel forno a microonde avviene tramite un flusso di microonde in grado di mettere in movimento le molecole d'acqua, e in misura minore anche quelle di grassi e carboidrati, contenute all'interno dei cibi, le quali girando e scontrandosi fra di loro generano calore.

Il risultato è che gli alimenti si riscaldano a partire dal loro interno verso gli strati più esterni (esattamente il contrario quindi del riscaldamento con forno a gas o elettrico), consentendo di risparmiare tempo, poiché non c'è bisogno che si riscaldi l'ambiente interno, le pareti del forno e il contenitore dell'alimento. Con tempi più rapidi e temperature più basse c'è una minor perdita di sostanze nutritive e si evita inoltre che lo strato più superficiale della preparazione subisca un processo di carbonizzazione o caramellizzazione, liberando sostanze che possono avere effetti tossici se non addirittura cancerogeni.

Sfatiamo, inoltre, il pregiudizio che vuole che la struttura chimica dei cibi possa venire modificata dalle microonde. I cambiamenti che avvengono a livello nutrizionale sono gli stessi dei più comuni metodi di cottura, ma con la cottura in microonde le vitamine idrosolubili (come la C e la B) subiscono meno danni, i grassi si ossidano in misura minore e rispetto alla cottura in pentola, ad esempio, si formano meno sostanze indesiderate. Fermo restando che lo strumento di cottura migliore dal punto di vista nutrizionale resta la vaporiera, non c'è dubbio che avendo l'esigenza di risparmiare sul tempo, il microonde si rivela un'ottima alternativa ed è inoltre un metodo rapido per scongelare e riscaldare.  

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