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Il mercurio nel pesce: quali sono i pericoli?

18/07/2014

tonno e mercurioIl mercurio presente nell'acqua viene ingerito dal plancton e risale via via la catena alimentare diventando sempre più concentrato. I pesci che sono al vertice della piramide alimentare arrivano ad avere una concentrazione da 3.000 a 27.000 volte maggiore di quella dell'acqua nella quale vivono.

Nell'uomo avviene un'ulteriore concentrazione e quando il mercurio nel cervello supera certi valori, sopraggiungono problemi neurologici. Il mercurio che ingeriamo proviene in massima parte dal pesce, soprattutto dai predatori di grossa taglia come il tonno, il pesce spada, il palombo, l'anguilla, il luccio. Solitamente i pesci più contaminati contengono una quantità di mercurio pari a 0.1-0.3 ppm (parti per milione), ma quelli che vivono in acque molto contaminate possono arrivare a 2 ppm.

Dal momento che il problema riguarda il fenomeno dell'accumulo, esso dipende dalla quantità ingerita e dal tasso di inquinamento. Il problema esiste solo per coloro che vivono in zone costiere inquinate e si cibano regolarmente di pesce proveniente dal mercato ittico locale (quindi una piccolissima fetta della popolazione).

Per il resto della popolazione, si può concludere che una normale dieta equilibrata, che tenga conto delle esigenze dell'organismo e che preveda, quindi, una assunzione adeguata di acidi grassi essenziali, non presenta alcun rischio nei confronti della intossicazione da mercurio.

A scopo cautelativo, è bene non esagerare nella somministrazione dei pesci a rischio ai bambini e alle donne in gravidanza.

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