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Tutto il buono delle melanzane

melanzanaIl suo nome significa “mela insana”: la forma compatta, simile a una mela allungata, spiega la prima parola, mentre la seconda deve la sua origine al sapore amaro che ha se consumata cruda e al fatto che per secoli in Europa è stata considerata tossica.

Effettivamente, il sapore amaro dell'ortaggio crudo indica la presenza di solanina, un alcaloide che se ingerito in grandi quantità provoca alterazioni nervose (sonnolenza), emolisi e irritazione della mucosa gastrica. In dosi elevatissime diventa decisamente velenoso. Con la cottura, però, la concentrazione di solanina (che comunque è minima nelle melanzane ben mature) si riduce fino a diventare insignificante, tanto che nonostante il suo nome così “nefasto”, l'ortaggio cotto vanta tantissime qualità per la nostra salute!

Non solo è perfetta per le diete ipocaloriche, con solo 24 calorie per 100 g e un minimo contenuto di grassi (attenzione però a non eccedere con i condimenti: la melanzana assorbe molto olio e di conseguenza si tende a usarne di più!), ma è anche ricca d'acqua e di vitamine A e C, oltre a costituire un notevole stimolante dell'attività di reni e intestino. È ricca di fibre insolubili, che le danno le sue doti di blando lassativo, e l'assenza di zuccheri la rende un buon depurativo, assicurando la produzione e l'eliminazione della bile grazie ad alcune sue proprietà strettamente connesse con la funzionalità del fegato.

Al momento dell'acquisto, controllate che il picciolo sia attaccato e che la buccia sia liscia e soda, senza grinze né zone annerite o ammaccate. Se pensate di consumarle dopo molto tempo, scottatele subito in acqua dopo averle tagliate a fette, quindi congelatele. 

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